Consulenza aziendale

Consulenza aziendale: vari aspetti

Per legge, sei in crisi quando mancano i soldi anche se hai utili e tasse!

Nella consulenza aziendale che abbiamo offerto ci è capitato di frequente che l'imprenditore si ritrovi in tasca meno soldi di quanto abbia guadagnato e, addirittura, non sapesse dove andare a prendere i soldi per pagare le tasse!

Non solo. Può accadere che la carenza di liquidità sia così cronica da mettere in serio pericolo la solvibilità dell'azienda con il concreto rischio di finire in una procedura concorsuale!

E comunque, se non sei soggetto alle procedure concorsuali perché piccolo imprenditore, ti ritrovi comunque ad affrontare decreti ingiuntivi, pignoramenti, spese legali, ecc.

I segnali di crisi nascono alcuni anni prima: la nostra consulenza aziendale ti aiuta a identificarli e trovarli significa evitarla!

Quando la crisi diventa finanziaria (o di liquidità), quasi certamente le cause sono da ricercare nella gestione anche di anni precedenti.

Solitamente, la crisi finanziaria (liquidità, debiti, solvibilità, ecc.) è la conseguenza di una crisi economica (redditività) iniziata qualche anno prima.

Accade perciò, ad esempio, che le errate politiche commerciali (marketing), l'inconsapevolezza del reale costo di produzione, la mancanza di previsioni di redditività e di solvibilità, il malumore dei dipendenti, ecc. producono nel tempo una complessa crisi contro cui è importante intervenire con urgenza!

Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019): prevenzione e segnalazione precoce

Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII), in vigore dal 15 luglio 2022, ha rivoluzionato il concetto di crisi e di insolvenza: non si parla più di fallimento ma di liquidazione giudiziale, e si punta sulla prevenzione delle crisi irreversibili attraverso strumenti di allerta precoce. L'imprenditore ha l'obbligo di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili per rilevare tempestivamente i segnali di crisi.

Creditori pubblici qualificati, come Agenzia delle Entrate, INPS e Agenzia Entrate-Riscossione, sono tenuti a segnalare tempestivamente all'imprenditore le situazioni di potenziale insolvenza, affinché questi possa attivarsi per il risanamento. Sono inoltre previsti strumenti di composizione negoziata della crisi, accessibili tramite apposita piattaforma telematica presso le Camere di Commercio.

Senza perciò dimenticare che l'imprenditore che non adotta le misure necessarie al rilevamento tempestivo della crisi o che non gestisce correttamente lo stato di insolvenza rischia la condanna penale per bancarotta o per altri reati previsti dal CCII.

COSA FACCIAMO:

Ristrutturazione dei debiti e monitoraggio cash-flow

Quando gli impegni finanziari (uscite di denaro) sono soffocanti poiché le entrate (cassa e banca) sono per quantità e tempistica scollegate, è necessario ristrutturare l'intero ciclo finanziario.

Pertanto, in situazioni gravose si può ricorrere a: composizione negoziata della crisi (art. 12 e ss. CCII); accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 57 e ss. CCII); piano attestato di risanamento (art. 56 CCII); concordato preventivo (art. 84 e ss. CCII); procedure di sovraindebitamento per i soggetti non assoggettabili alla liquidazione giudiziale (artt. 65 e ss. CCII); eccetera.

Inoltre, nella nostra consulenza aziendale la prevenzione della crisi di liquidità è fatta con un importante strumento di monitoraggio: il cash-flow (o prospetto del flusso di cassa). Esso è necessario anche quando la legge non lo impone, ed è parte integrante degli adeguati assetti organizzativi richiesti dal CCII.

Analisi dei settori di crisi della tua azienda

Il vero problema strategico delle imprese è che dedicano poco tempo all'analisi. Infatti, la routine aziendale assorbe quasi tutta la giornata e gli imprevisti distolgono l'attenzione dal generale stato di salute dell'azienda: fatturato, redditività, produttività, liquidità, indici finanziari, trends, ecc.

In sostanza, vogliamo un'auto superaccessoriata e poi l'azienda viaggia con bussola e clessidra!

Perciò, la nostra consulenza aziendale passa attraverso un'attenta ed indipendente analisi della tua azienda, con cui avrai coscienza delle aree a minore capacità reddituale ed avrai un report sulle criticità rilevate.

Piano strategico per il rilancio del business costruito su nuovi vantaggi competitivi

Dopo il necessario check-up aziendale (economico, patrimoniale ed organizzativo) e dopo la condivisione di obiettivi e strategie, la nostra consulenza aziendale ti propone un piano ...

Domande frequenti

La crisi di liquidità (o finanziaria) riguarda l'incapacità dell'azienda di far fronte ai propri impegni di pagamento, anche quando esistono utili contabili. Solitamente è la conseguenza di una crisi economica (di redditività) iniziata anni prima, causata da errate politiche commerciali, scarsa conoscenza dei costi di produzione o assenza di previsioni finanziarie.
La Riforma del Codice della Crisi d'Impresa ha abolito il termine 'fallimento' puntando sulla prevenzione delle crisi irreversibili. Creditori qualificati come Agenzia delle Entrate, INPS e Agenzia Entrate-Riscossione sono tenuti a segnalare i primi sintomi di insolvenza di un'azienda a un apposito organismo presso la Camera di Commercio, per consentire un intervento tempestivo.
In situazioni di grave difficoltà finanziaria è possibile ricorrere a diversi strumenti, tra cui accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, piani attestati di risanamento, accordi di ristrutturazione ai sensi del Codice della Crisi d'Impresa e, per i soggetti non fallibili, le soluzioni della crisi da sovraindebitamento. La scelta dello strumento più adatto dipende dalla natura e dall'entità dei debiti aziendali.
Il cash-flow, o prospetto del flusso di cassa, è uno strumento fondamentale per monitorare in modo preventivo la liquidità aziendale, verificando la coerenza tra entrate e uscite in termini di quantità e tempistica. Viene utilizzato anche quando la legge non lo impone, perché consente di individuare per tempo squilibri finanziari che potrebbero degenerare in crisi di insolvenza.
Un imprenditore che non denuncia il proprio stato di insolvenza, causato da debiti elevati, bassa redditività o investimenti mal valutati, rischia la condanna penale per bancarotta. Oltre alle conseguenze penali, l'azienda può essere soggetta a decreti ingiuntivi, pignoramenti e spese legali, anche nel caso di piccoli imprenditori non soggetti alle procedure fallimentari ordinarie.