Distribuzione utili SRL: procedura, tassazione e rischi

La distribuzione utili nella SRL richiede tre verifiche: che gli utili siano effettivamente distribuibili sul piano civilistico, che la procedura sia corretta e che la fiscalità sia gestita in base alla natura del socio percettore. Un errore in una di queste fasi può esporre amministratori e soci a responsabilità civili, penali e tributarie. Questo approfondimento riepiloga i vincoli del codice civile, gli adempimenti operativi, le regole sull'ordine di imputazione delle riserve e i principali profili di rischio.

Nota sull'aggiornamento

I riferimenti normativi riportati riflettono il quadro consolidato. Prima di applicarli a un caso concreto verificate eventuali modifiche intervenute di recente, in particolare sulle aliquote e sugli adempimenti dichiarativi.

Distribuzione utili nella SRL: i presupposti civilistici

La disciplina di riferimento è l'art. 2478-bis c.c. La decisione dei soci che approva il bilancio decide anche sulla destinazione del risultato d'esercizio. Possono essere distribuiti esclusivamente gli utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato.

Perdite del capitale e utili non distribuibili

Se si è verificata una perdita del capitale sociale, gli utili non possono essere distribuiti finché il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente. In pratica, l'utile dell'esercizio va prima destinato alla copertura delle perdite pregresse che intaccano il capitale. Solo l'eventuale eccedenza è disponibile.

La stessa norma prevede che gli utili erogati in violazione di questi limiti non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede, in base a un bilancio regolarmente approvato da cui risultano utili netti corrispondenti. La tutela del socio in buona fede non esclude però la responsabilità degli amministratori.

Riserva legale

Per effetto del rinvio all'art. 2430 c.c., almeno un ventesimo degli utili netti annuali (5%) va accantonato a riserva legale, finché questa non raggiunge un quinto del capitale sociale (20%).

Per le SRL con capitale inferiore a 10.000 euro, l'art. 2463 c.c. impone un accantonamento più elevato: almeno un quinto degli utili netti, finché la riserva legale, sommata al capitale, non raggiunga i 10.000 euro.

Vincoli di indisponibilità derivanti dal bilancio

Prima di proporre la distribuzione, l'organo amministrativo deve verificare i vincoli che rendono indisponibili utili o riserve. I principali sono riepilogati in tabella.

Fattispecie Riferimento Effetto sulla distribuzione
Costi di impianto e di ampliamento e costi di sviluppo non ancora ammortizzati Art. 2426, n. 5, c.c. Dividendi ammessi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare non ammortizzato
Utili netti su cambi da valutazione Art. 2426, n. 8-bis, c.c. Accantonamento a riserva non distribuibile fino al realizzo
Rivalutazione di partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto Art. 2426, n. 4, c.c. Plusvalenze iscritte in riserva non distribuibile
Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi Art. 2426, n. 11-bis, c.c. Riserva non disponibile per la distribuzione
Deroga ai criteri di valutazione in casi eccezionali Art. 2423, comma 5, c.c. Utili da deroga iscritti in riserva non distribuibile se non nella misura del valore recuperato

Vanno inoltre considerate le riserve in sospensione d'imposta: sono civilisticamente distribuibili se disponibili, ma la loro distribuzione comporta la tassazione in capo alla società secondo la specifica disciplina di ciascuna riserva.

Partecipazione agli utili e diritti particolari

Ai sensi dell'art. 2468 c.c., salvo diversa previsione dell'atto costitutivo, i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione posseduta. L'atto costitutivo può attribuire a singoli soci diritti particolari, anche in tema di distribuzione degli utili. Resta fermo il divieto di patto leonino (art. 2265 c.c.), che esclude la totale estromissione di un socio dalla partecipazione agli utili o alle perdite.

Acconti sui dividendi

L'art. 2433-bis c.c. disciplina gli acconti sui dividendi per le società per azioni soggette a revisione legale, a condizioni stringenti. L'orientamento prevalente ritiene che nelle SRL la distribuzione di acconti non sia ammessa. Somme erogate ai soci in corso d'esercizio a titolo di "anticipo utili" vanno quindi gestite con estrema cautela (si veda la sezione sui rischi).

Procedura di distribuzione degli utili: gli adempimenti

La procedura di distribuzione si articola in passaggi societari, contabili e fiscali.

  1. Predisposizione del progetto di bilancio da parte dell'organo amministrativo. La proposta di destinazione dell'utile deve tenere conto di riserva legale, perdite pregresse e vincoli di indisponibilità.
  2. Approvazione del bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio, o entro il maggior termine di 180 giorni se previsto dall'atto costitutivo e ricorrono le condizioni di legge (art. 2478-bis c.c.).
  3. Decisione dei soci sulla destinazione, adottata nelle forme previste dall'atto costitutivo: assemblea oppure, se lo statuto lo consente, consultazione scritta o consenso espresso per iscritto (art. 2479 c.c.). La delibera deve indicare l'importo distribuito, la ripartizione tra i soci e, se previsto, la data di pagamento.
  4. Deposito del bilancio presso il Registro delle imprese entro trenta giorni dall'approvazione (art. 2435 c.c.).
  5. Pagamento del dividendo e applicazione, se dovuta, della ritenuta da parte della società in qualità di sostituto d'imposta.
  6. Versamento della ritenuta con modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento.
  7. Certificazione degli utili ai percettori e indicazione dei dati nella dichiarazione dei sostituti d'imposta (modello 770).

Gli utili non distribuiti con la delibera di approvazione possono essere accantonati a riserva e distribuiti successivamente con un'apposita decisione dei soci. Si tratta della distribuzione di riserve di utili, con le stesse verifiche di disponibilità.

La delibera fa sorgere in capo al socio un diritto di credito verso la società. Se il pagamento è differito, il debito per dividendi deliberati va rilevato in bilancio. Le conseguenze fiscali, come si vedrà, seguono il momento dell'effettiva percezione.

Ordine di distribuzione degli utili accantonati e delle riserve

Quando la società dispone sia di riserve di utili sia di riserve di capitale, la qualificazione fiscale della somma distribuita non dipende soltanto dalla volontà espressa nella delibera.

La presunzione dell'art. 47, comma 1, TUIR

L'art. 47, comma 1, del TUIR stabilisce che, indipendentemente dalla delibera assembleare, si presumono prioritariamente distribuiti l'utile dell'esercizio e le riserve diverse da quelle di capitale, per la quota non accantonata in sospensione d'imposta.

Ne derivano due conseguenze operative:

  • se i soci deliberano la restituzione di una riserva di capitale (ad esempio riserva sovrapprezzo o versamenti in conto capitale) in presenza di utili o riserve di utili, la somma è trattata fiscalmente come dividendo, fino a concorrenza di tali utili e riserve;
  • solo esaurite le riserve di utili, la distribuzione di riserve di capitale non costituisce reddito per il socio, ma riduce il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione (art. 47, comma 5, TUIR). L'eventuale eccedenza rispetto al costo è tassata secondo le regole degli utili.

Ordine di imputazione per le diverse annualità di formazione

Per i percettori in regime d'impresa, la percentuale di concorso al reddito dipende dall'esercizio in cui l'utile si è formato. Il D.M. 26 maggio 2017 stabilisce che le distribuzioni si considerano prioritariamente formate con gli utili prodotti nei periodi più remoti.

Ordine Utili prodotti Quota imponibile (percettori in regime d'impresa IRPEF)
1° Fino all'esercizio in corso al 31 dicembre 2007 40%
2° Dall'esercizio successivo fino a quello in corso al 31 dicembre 2016 49,72%
3° Dall'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 58,14%

Per questo è indispensabile che la società tenga un prospetto analitico delle riserve, distinto per natura (utili o capitale), per regime fiscale e per anno di formazione.

Tassazione degli utili in base al socio percettore

Il trattamento fiscale del dividendo dipende dalla natura del socio. La tabella sintetizza i regimi per i percettori residenti.

Socio percettore Trattamento Riferimenti
Persona fisica non in regime d'impresa (partecipazione qualificata o non qualificata) Ritenuta a titolo d'imposta del 26% applicata dalla società Art. 27 D.P.R. 600/1973
Imprenditore individuale, società di persone Concorso parziale al reddito d'impresa secondo le percentuali del D.M. 26 maggio 2017 (58,14% per gli utili più recenti) Art. 59 TUIR
Società di capitali ed enti commerciali (soggetti IRES) Esclusione dal reddito del 95%: concorre all'imponibile solo il 5% Art. 89 TUIR

Per i soci non residenti occorre verificare caso per caso la ritenuta interna, le convenzioni contro le doppie imposizioni e le eventuali esenzioni di derivazione comunitaria.

Fine del regime transitorio per le partecipazioni qualificate

La Legge 205/2017 ha uniformato, dal 2018, la tassazione dei dividendi percepiti da persone fisiche non imprenditori, estendendo la ritenuta del 26% alle partecipazioni qualificate. Un regime transitorio ha consentito di mantenere il concorso parziale al reddito complessivo per gli utili prodotti fino all'esercizio in corso al 31 dicembre 2017, purché distribuiti con delibere adottate entro il 31 dicembre 2022.

Per le delibere successive il regime transitorio non è più applicabile. Per le persone fisiche non imprenditori l'anno di formazione dell'utile ha quindi perso rilevanza ai fini dell'aliquota. Resta invece rilevante per i percettori in regime d'impresa.

Principio di cassa

Per le persone fisiche non imprenditori il dividendo è tassato al momento della percezione, non della delibera. La ritenuta va operata all'atto del pagamento. Una delibera senza pagamento non genera obbligo di ritenuta, ma un debito della società verso il socio.

Rischi della distribuzione degli utili e sanzioni

Il rischio legato alla distribuzione degli utili riguarda soprattutto gli amministratori, ma può coinvolgere anche i soci percettori.

Responsabilità penale degli amministratori

  • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.): salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con l'arresto fino a un anno l'amministratore che ripartisce utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, oppure riserve non distribuibili per legge. La restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del termine per l'approvazione del bilancio estingue il reato.
  • Indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626 c.c.): punisce con la reclusione fino a un anno gli amministratori che, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale, restituiscono anche simulatamente i conferimenti ai soci o li liberano dall'obbligo di eseguirli.
  • Fattispecie concorsuali: se alla distribuzione segue la liquidazione giudiziale, l'erogazione di utili fittizi o la sottrazione di risorse in danno dei creditori può integrare ipotesi di bancarotta previste dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019), tra cui i fatti di bancarotta fraudolenta commessi da amministratori di società (art. 329).

Responsabilità civile

Gli amministratori rispondono ai sensi dell'art. 2476 c.c. verso la società, verso i soci e verso i creditori sociali per l'inosservanza degli obblighi di conservazione del patrimonio. Una distribuzione in violazione dei vincoli di legge è un tipico fondamento dell'azione di responsabilità.

I soci in buona fede sono protetti dall'irripetibilità prevista dall'art. 2478-bis c.c. Non lo sono se mancano i presupposti, ad esempio perché il bilancio non è stato regolarmente approvato o perché erano consapevoli della non corrispondenza tra utili distribuiti e utili effettivi.

Responsabilità tributaria dei soci

L'art. 36 del D.P.R. 602/1973 prevede la responsabilità dei soci che, nei due periodi d'imposta precedenti la messa in liquidazione, hanno ricevuto denaro o altri beni sociali in assegnazione, nonché di quelli che hanno ricevuto beni durante la liquidazione. La responsabilità riguarda le imposte non pagate dalla società, nei limiti del valore ricevuto. Distribuzioni effettuate a ridosso della liquidazione, in presenza di debiti tributari, meritano quindi una valutazione specifica.

Prelievi dei soci senza delibera

Le somme prelevate dai soci in corso d'anno "in conto utili", senza una decisione di distribuzione, non sono dividendi. Vanno rilevate come crediti della società verso i soci e, in sede di verifica, possono essere qualificate come distribuzioni irregolari, con conseguenze civilistiche, penali e fiscali.

Utili extracontabili nelle società a ristretta base

Nelle SRL a ristretta base partecipativa, la giurisprudenza di legittimità ammette la presunzione che i maggiori redditi accertati in capo alla società siano stati distribuiti ai soci in proporzione alle quote. I soci possono superare la presunzione con prova contraria, ad esempio dimostrando che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti. Si tratta di un rischio che prescinde da qualsiasi delibera e che va considerato nella gestione dei contenziosi sulla società.

Checklist operativa prima di deliberare

  • Verificare l'esistenza di perdite pregresse e la loro incidenza sul capitale.
  • Calcolare l'accantonamento a riserva legale, inclusa la regola speciale per le SRL con capitale inferiore a 10.000 euro.
  • Individuare le poste soggette a vincolo di indisponibilità (art. 2426 e art. 2423 c.c.).
  • Aggiornare il prospetto delle riserve per natura, regime fiscale e anno di formazione.
  • Valutare l'effetto della presunzione dell'art. 47, comma 1, TUIR se si intende restituire riserve di capitale.
  • Controllare atto costitutivo e patti parasociali per diritti particolari, forme di decisione e quorum.
  • Verificare la sostenibilità finanziaria della distribuzione rispetto agli impegni della società e agli adeguati assetti richiesti dall'art. 2086 c.c.
  • Pianificare pagamento, ritenuta, versamento e adempimenti dichiarativi.

Per l'analisi di casi specifici (riserve stratificate, soci in regime d'impresa o non residenti, distribuzioni in prossimità di operazioni straordinarie o di liquidazione) lo studio è disponibile per un confronto tecnico.

Domande frequenti

L'art. 2433-bis c.c. disciplina gli acconti sui dividendi solo per le società per azioni soggette a revisione legale, a condizioni specifiche. L'orientamento prevalente esclude questa possibilità per le SRL. Le somme erogate ai soci in corso d'esercizio senza una decisione di distribuzione vanno rilevate come crediti verso i soci.
Non necessariamente. In base all'art. 47, comma 1, TUIR, indipendentemente dalla delibera si presumono prioritariamente distribuiti l'utile dell'esercizio e le riserve di utili non in sospensione d'imposta. Solo esaurite tali riserve, la restituzione di riserve di capitale riduce il costo fiscale della partecipazione, senza costituire dividendo.
Per le persone fisiche che non detengono la partecipazione in regime d'impresa, i dividendi scontano una ritenuta a titolo d'imposta del 26%, applicata dalla società al momento del pagamento, sia per le partecipazioni qualificate sia per quelle non qualificate. Il regime transitorio per gli utili prodotti fino al 2017 si è applicato alle delibere adottate entro il 31 dicembre 2022.
L'art. 2627 c.c. punisce con l'arresto fino a un anno l'amministratore che ripartisce utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, oppure riserve non distribuibili. Il reato si estingue se gli utili sono restituiti o le riserve ricostituite prima del termine per l'approvazione del bilancio. Resta la possibile responsabilità civile ex art. 2476 c.c.
Secondo l'art. 2478-bis c.c., gli utili erogati in violazione dei limiti di legge non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede, in base a un bilancio regolarmente approvato da cui risultano utili netti corrispondenti. In mancanza di questi presupposti la società può chiederne la restituzione.