Mutui economici grazie ai tassi negativi

Mutui e tassi di interesse: dal territorio negativo al nuovo scenario dei tassi positivi

Dopo anni in cui abbiamo assistito al fenomeno dei tassi di riferimento negativi, il panorama dei mutui è radicalmente cambiato. A partire dal 2022, la Banca Centrale Europea (BCE) ha avviato uno dei cicli di rialzo dei tassi più rapidi della sua storia per contrastare l'inflazione, portando Euribor e IRS (Eurirs) stabilmente in territorio positivo. Comprendere questa evoluzione è fondamentale per chi vuole sottoscrivere o rinegoziare un mutuo.

Il contesto attuale dei tassi di interesse (2024-2026)

L'Euribor, tasso di riferimento dei mutui a tasso variabile, è passato da valori negativi (anche sotto -0,50%) a valori superiori al 3-4% nel biennio 2023-2024. La BCE ha successivamente avviato una fase di riduzione graduale dei tassi a partire dalla seconda metà del 2024, ma i livelli rimangono ben al di sopra dello zero. Questo ha avuto un impatto diretto sulle rate dei mutui a tasso variabile, aumentandole in modo significativo per molti mutuatari.

Cosa significa per chi ha un mutuo o vuole sottoscriverne uno?

Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile negli anni dei tassi negativi ha visto un forte aumento delle proprie rate mensili. Per i nuovi mutui, la scelta tra tasso fisso e variabile richiede oggi un'attenta valutazione delle prospettive sui tassi futuri. È importante:

  • Confrontare le offerte di più istituti bancari, verificando il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) e non solo il tasso nominale
  • Valutare la possibilità di surroga o rinegoziazione del mutuo esistente
  • Considerare i mutui a tasso misto o con cap (tetto massimo) come strumento di protezione

Il ruolo dello spread bancario

Così come nel periodo dei tassi negativi le banche tendevano a non trasferire il beneficio al cliente, anche oggi è fondamentale negoziare attivamente lo spread applicato dalla banca. Lo spread rappresenta il margine di guadagno dell'istituto ed è la componente su cui il consumatore ha maggiore potere contrattuale. Confrontare le offerte e rivolgersi a un mediatore creditizio può fare una differenza significativa sul costo totale del mutuo.

Attese e scenari futuri

Le previsioni per il 2025-2026 indicano una graduale discesa dei tassi BCE, con possibili riduzioni dell'Euribor. Tuttavia, è improbabile un ritorno ai valori negativi del passato, poiché le banche centrali hanno dimostrato la volontà di mantenere i tassi in territorio positivo per preservare la stabilità finanziaria. Per i risparmiatori, questo nuovo contesto offre finalmente rendimenti più interessanti sui prodotti tradizionali (conti deposito, BTP, obbligazioni), riducendo la necessità di cercare rendimenti solo attraverso strumenti ad alto rischio come il crowdfunding.

In ogni caso, indipendentemente dal contesto dei tassi, resta fondamentale affidarsi a una consulenza professionale prima di sottoscrivere un mutuo o prendere decisioni di investimento rilevanti.

(Articolo aggiornato nel 2026 a cura della redazione. Articolo originale a cura di Pasquale Stefanizzi)

Domande frequenti

I tassi di interesse negativi sono una situazione anomala in cui il risparmiatore paga per depositare denaro e l'investitore riceve un interesse per utilizzarlo. Nel caso dei mutui, questo fenomeno riguarda sia l'Euribor (base dei mutui a tasso variabile) che l'IRS/Eurirs (base dei mutui a tasso fisso), potenzialmente abbassando il costo complessivo del finanziamento.
Non necessariamente, perché le banche tendono a mantenere il beneficio dei tassi di riferimento negativi a proprio vantaggio, applicando comunque uno spread minimo. È importante negoziare con la banca affinché il tasso di riferimento negativo (IRS o Euribor) venga effettivamente riflesso nel costo finale del mutuo, come già avviene in alcuni Paesi come la Danimarca.
Tassi negativi sul lungo periodo segnalano aspettative economiche molto pessimistiche, poiché gli investitori effettuano nuovi investimenti solo se le prospettive di crescita sono positive. Questo scenario può scoraggiare la crescita economica reale e spingere i risparmiatori a cercare alternative più rischiose, come il lending crowdfunding o l'equity crowdfunding, per ottenere rendimenti adeguati.
Secondo i principi base dell'economia monetaria, i tassi negativi rappresentano un ribaltamento delle regole tradizionali, giustificato solo da aspettative molto negative sulla crescita economica. Questa situazione viene interpretata come il risultato dell'incapacità della politica economica di adottare misure efficaci per la crescita, delegando di fatto alla Banca Centrale il compito di stimolare l'economia.
In un contesto di tassi negativi, i risparmiatori devono cercare strumenti finanziari alternativi capaci di offrire rendimenti più elevati, accettando però un livello di rischio maggiore. Tra le opzioni emergenti ci sono il lending crowdfunding e l'equity crowdfunding, che possono offrire remunerazioni superiori rispetto ai tradizionali titoli di Stato o ai depositi bancari.