Prestiti bancari... ma non solo!

Prestiti bancari... ma non solo!

Quando ho studiato tecnica bancaria, poi economia degli intermediari finanziari, poi finanza d'impresa, poi corporate management… sui libri ho letto che le banche prestano i soldi (fanno prestiti bancari) dopo averli raccolti presso i risparmiatori.

Quindi il mestiere delle banche, per banalizzare, dovrebbe essere: raccogliere i soldi dai risparmiatori e fare prestiti alle aziende… Sarà ancora così?

Onestamente non è passato molto tempo da quando ho letto questo, forse i libri vanno rifatti…

Oggi raccolgono i soldi dalla BCE ma poi fanno prestiti bancari? Ecco… oggi le banche non prestano i soldi facilmente come in passato!

Storie di ordinaria follia di prestiti bancari

Ho lavorato ad un prestito bancario di discreto importo per un'azienda con le seguenti caratteristiche:

  • piccole dimensioni,
  • circa 800 mila euro di fatturato,
  • opera in un settore un po' particolare ma soprattutto ciclico,
  • assolve a 2 funzioni essenziali (anche queste cose stanno scritte sui libri):
    • mantenere in organico il personale qualificato,
    • dare lavoro "sicuro" e non occasionale,
  • con utili di ridotto importo ma costanti,
  • non particolarmente patrimonializzata (trovatemi una srl in Italia molto patrimonializzata),
  • con fidi garantiti dall'imprenditore e dalla moglie,
  • mai uno sgarro particolare in centrale rischi (qualche sconfino tecnico di fine mese… Prima o poi gli imprenditori impareranno a non farli più).

Per farla breve… la tipica impresa italiana… Ebbene, per migliorarsi e internalizzare alcuni servizi ha deciso di comprare un automezzo con una struttura tecnica che finora ha preso a noleggio. Siccome il noleggio è costoso necessita di lavori con ampi margini per prendere questo tipo di lavori (valli a trovare di questi tempi), allora l'idea dell'imprenditore è: acquisto l'automezzo, una risorsa umana la metto sul mezzo (così che possa lavorare sempre), acquisisco i lavori che altrimenti non riesco a fare (anche a margini minori)… Quando mi è stata prospettata ho pensato… Ci sta, l'idea gira… perché non chiedere un prestito bancario?

Ebbene, i tecnici sapranno quanto sia importante il rapporto rata/reddito, come pure quanto sia importante vedere l'impresa in senso dinamico!

Il contesto attuale del credito alle PMI (2024-2026)

Oggi si fa un gran parlare di fondi di garanzia, di velocità del sistema bancario, di piattaforme private capaci di finanziare direttamente… Eppure l'accesso al credito per le PMI italiane rimane un percorso ad ostacoli.

Sul fronte del Fondo di Garanzia MedioCredito Centrale (MCC), le regole operative sono state più volte aggiornate tra il 2021 e il 2025. Le percentuali di copertura per gli investimenti restano rilevanti, ma le condizioni di accesso sono cambiate: oggi il portale telematico del Fondo gestisce direttamente le domande e le banche sono tenute a rispettare tempi e procedure definiti dalla normativa vigente. Si consiglia di verificare sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale del Mediocredito Centrale o tramite il proprio consulente finanziario.

Sul fronte dei tassi di interesse, il contesto è radicalmente mutato rispetto agli anni in cui l'IRS a 5 anni era negativo: dal 2022 la BCE ha avviato un ciclo aggressivo di rialzi dei tassi che ha portato i tassi di riferimento ai livelli più alti degli ultimi decenni. Sebbene dal 2024 siano iniziati graduali tagli, i mutui aziendali a tasso fisso hanno costi oggi ben più elevati rispetto al passato. Prima di sottoscrivere un finanziamento a tasso fisso è fondamentale valutare attentamente l'IRS vigente e lo spread applicato dall'istituto.

Qualcuno si starà chiedendo dove sto arrivando con questo scritto? Cari imprenditori, commercialisti, tecnici, bancari e chi più ne ha più ne metta… il credit crunch per le PMI italiane è una realtà concreta. Troppi tecnicismi sovrastano l'impresa ma anche l'agire delle banche.

Sui giornali ci si interroga perché il nostro Paese è a crescita stagnante… Quando ad un imprenditore gira in testa di rischiare su un nuovo investimento e va in banca e non ottiene i soldi, come fa a far crescere la sua impresa e a far crescere l'economia dell'intero Paese?!

(articolo a cura di Pasquale Stefanizzi – aggiornato al 2026)

Domande frequenti

Le banche sono sempre più caute nella concessione di credito alle PMI a causa di requisiti patrimoniali più stringenti imposti dalla normativa bancaria europea e di criteri di rating più severi. Questo atteggiamento penalizza soprattutto le imprese piccole, poco patrimonializzate ma con bilanci sani, che faticano a ottenere finanziamenti anche per investimenti produttivi concreti.
Il Fondo di Garanzia MCC è uno strumento pubblico che garantisce i prestiti bancari alle PMI, riducendo il rischio per la banca e quindi gli assorbimenti patrimoniali richiesti. Le percentuali di copertura variano in base alla tipologia di finanziamento e al rating dell'impresa: per gli investimenti le coperture sono rimaste stabili, ma per il finanziamento del circolante tendono a diminuire al migliorare del merito creditizio dell'azienda.
La stretta creditizia (credit crunch) è una riduzione significativa dell'offerta di credito da parte delle banche verso imprese e famiglie, spesso causata da normative più restrittive o da un peggioramento del contesto economico. Per le imprese italiane ciò significa difficoltà nell'accedere a finanziamenti per investimenti, con conseguente blocco della crescita aziendale e un impatto negativo sull'intera economia del Paese.
L'IRS (Interest Rate Swap) è il tasso di riferimento utilizzato dalle banche per calcolare il costo dei mutui a tasso fisso: più è basso, più conveniente dovrebbe essere il finanziamento a tasso fisso per l'impresa. Tuttavia, anche quando l'IRS è negativo o molto basso, ottenere la delibera di finanziamento resta l'ostacolo principale, e lo spread applicato dalla banca può comunque rendere il costo finale significativo.
Acquistare un automezzo invece di noleggiarlo può essere conveniente quando il noleggio vincola l'impresa a lavorare solo su commesse ad ampi margini, limitando la competitività. Con il mezzo di proprietà, l'azienda può ridurre i costi fissi nel medio periodo, accettare lavori a margini più contenuti e ottimizzare l'impiego delle risorse umane, migliorando così la redditività complessiva.