Crisi aziendale: ATTENZIONE ai segnali nascosti

Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), profondamente riformato dal D.Lgs. n. 83/2022 in recepimento della Direttiva UE 2019/1023, pone l'accento sulla prevenzione delle crisi aziendali, introducendo strumenti e procedure per la loro tempestiva individuazione e risoluzione. Tuttavia, in alcuni casi, gli indicatori e l'analisi di bilancio potrebbero non fornire un quadro completo della situazione aziendale, sottintendendo una crisi che in realtà è in corso.

Oltre ai classici indicatori finanziari, economici e patrimoniali (es. DSCR, ROE, PN) che possono presentare risultati delle analisi con falsi negativi, è importante prestare attenzione ad altri segnali che potrebbero indicare una crisi incipiente.

A seguito della riforma del 2022, le originarie procedure di allerta (artt. 12-25 CCII) sono state abrogate e sostituite da nuovi strumenti di gestione anticipata della crisi. Il principale strumento oggi disponibile è la Composizione Negoziata della Crisi (introdotta dal D.L. n. 118/2021, ora disciplinata dagli artt. 12-25-bis CCII), che consente all'imprenditore in condizione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario di richiedere la nomina di un esperto indipendente per facilitare le trattative con i creditori.

Il discrimine tra le situazioni che devono essere oggetto di intervento e quelle che, pur in condizione di crisi o pre-crisi, non richiedono ancora l'attivazione degli strumenti di allerta è costituito da:

  • non sostenibilità del debito nei successivi dodici mesi;
  • pregiudizio alla continuità aziendale nell'esercizio in corso o nei successivi dodici mesi;
  • ritardi di pagamento significativi e reiterati nei confronti di dipendenti, fornitori, banche o fisco;
  • segnalazioni provenienti dall'OCRI o dagli organi di controllo interni (collegio sindacale, revisore legale).

I segnali nascosti possono essere trovati monitorando questi importanti aspetti aziendali:

  • Aumento dei ritardi nei pagamenti da parte dei clienti.
  • Riduzione del numero di ordini e fatturato.
  • Difficoltà nel reperire materie prime o finanziamenti.
  • Perdita di quote di mercato.
  • Aumento del turnover del personale.
  • Clima aziendale negativo.

Conclusioni

In caso in cui si sospettino dei segnali nascosti di crisi, pur in presenza di risultati degli indicatori non ancora allarmanti, bisogna effettuare un'analisi più approfondita, ricorrendo a scenari e simulazioni con l'aiuto di esperti in materia.

In caso in cui i sospetti risultassero fondati, l'organo di controllo deve attivarsi senza indugio, valutando il ricorso agli strumenti previsti dal CCII riformato, in primis la Composizione Negoziata della Crisi, accessibile tramite la piattaforma telematica nazionale gestita dalle Camere di Commercio.

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Domande frequenti

I segnali nascosti di crisi aziendale sono indicatori non strettamente finanziari che possono anticipare una situazione di difficoltà anche quando gli indicatori classici (DSCR, ROE, PN) non mostrano ancora anomalie evidenti. Tra questi rientrano l'aumento dei ritardi nei pagamenti da parte dei clienti, la riduzione degli ordini, il deterioramento del clima aziendale e l'aumento del turnover del personale. Monitorare questi segnali permette un intervento tempestivo prima che la crisi diventi conclamata.
L'obbligo di attivare la procedura di allerta scatta quando si verificano condizioni specifiche: la non sostenibilità del debito nei successivi sei mesi, il pregiudizio alla continuità aziendale nell'esercizio in corso o nei successivi sei mesi, oppure ritardi di pagamento significativi e reiterati come previsto dall'articolo 24 del CCII. In presenza di questi presupposti, l'organo di controllo deve attivarsi senza indugio per avviare le procedure previste dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
Gli indicatori finanziari classici come DSCR, ROE e patrimonio netto analizzano principalmente dati storici e contabili, che possono non riflettere in tempo reale la situazione operativa e commerciale dell'impresa. Una crisi può manifestarsi prima sul piano operativo (perdita di clienti, difficoltà nei pagamenti, calo degli ordini) e solo successivamente emergere nei dati di bilancio. Per questo motivo è fondamentale integrare l'analisi quantitativa con il monitoraggio di indicatori qualitativi e operativi.
L'organo di controllo ha il compito di monitorare costantemente la situazione aziendale e, in presenza di segnali di crisi fondati, deve attivarsi senza indugio per avviare la procedura di allerta prevista dal Codice della Crisi d'Impresa. Se i sospetti di crisi risultano confermati da un'analisi approfondita, anche con l'ausilio di scenari e simulazioni, l'organo non può ritardare l'intervento. Un'azione tempestiva è essenziale per preservare la continuità aziendale e tutelare tutti gli stakeholder.
In presenza di sospetti fondati su una crisi incipiente, è necessario effettuare un'analisi più approfondita che vada oltre i soli dati di bilancio, ricorrendo a scenari prospettici e simulazioni finanziarie con il supporto di esperti in materia. È consigliabile esaminare variabili operative come l'andamento degli ordini, i rapporti con fornitori e clienti, la gestione delle risorse umane e la disponibilità di credito. Se l'analisi conferma la crisi, si deve procedere immediatamente all'attivazione delle procedure previste dal CCII per evitare un aggravamento irreversibile della situazione.