In base all'ordinanza n. 24004 del 27 agosto 2025, la Corte di Cassazione ha stabilito che i membri del collegio sindacale sono responsabili per i danni subiti da una società qualora omettano di effettuare un controllo non solo formale, ma anche sostanziale, sulle operazioni di variazione del capitale sociale.
Il Caso in Esame
Il caso ha origine dal fallimento di una S.p.A. I sindaci sono stati condannati a risarcire un danno di 1.040.000 euro per non aver vigilato su un'operazione di "mala gestio" dell'amministratore unico. L'operazione consisteva nell'acquisto di un capannone, il cui venditore si è poi rivelato non essere il legittimo proprietario. Il prezzo dell'immobile era stato pagato tramite un meccanismo complesso: un socio estero aveva sottoscritto un aumento di capitale, compensando parzialmente il versamento con un presunto credito verso la società, derivante dall'accollo del debito per l'acquisto del capannone. Tale operazione, tuttavia, si è rivelata fittizia.I Doveri del Collegio Sindacale
La Corte di Cassazione ha colto l'occasione per ribadire l'ampiezza dei doveri del collegio sindacale, delineati dall'art. 2403 del Codice Civile. I sindaci devono vigilare con professionalità e diligenza sull'adeguatezza e sulla legalità della gestione aziendale, tutelando non solo i soci ma anche i creditori sociali. I loro compiti non si limitano a un controllo formale della documentazione fornita dagli amministratori. Essi hanno il potere e il dovere di:- Chiedere informazioni sull'andamento generale e su operazioni specifiche che possano destare perplessità.
- Verificare il rispetto dei principi di corretta amministrazione, tra cui la salvaguardia dell'integrità del patrimonio sociale, che funge da garanzia per i creditori.
- Reagire di fronte ad atti di dubbia legittimità, segnalando le irregolarità all'assemblea o, nei casi più gravi, denunciando i fatti al Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 2409 c.c..