Oggi, è giunta l'epoca della (ri)scoperta della prevenzione quale antidoto migliore più della cura stessa: eppure gli orientali lo insegnano da secoli!
Ed un sistema economico, come quello italiano, governato da perenni emergenze è sintomatico di un mondo imprenditoriale che, di conseguenza, non può certo vantare ragioni di lungimiranza.
Perciò, quando le variabili ambientali (esterne) sono misteriosamente mutevoli, allora tutto è aleatorio e pianificare a medio termine può addirittura diventare un azzardo.
Ma ora si cambia! O si tenta ....
Domande frequenti
Il secondo comma dell'art. 2086 cod. civ. obbliga l'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva a istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa. Tale obbligo è finalizzato anche alla rilevazione tempestiva della crisi d'impresa e della perdita della continuità aziendale, con il dovere di attivarsi prontamente per adottare gli strumenti previsti dall'ordinamento per il suo superamento.
La formulazione normativa dell'art. 2086, secondo comma, limita l'obbligo di adeguato assetto organizzativo alle sole imprese in forma societaria o collettiva, escludendo le ditte individuali. Questa scelta legislativa appare criticabile, poiché anche i titolari di ditte individuali possono trovarsi in situazioni di rischio per la continuità aziendale, specialmente quando il patrimonio personale coincide con quello aziendale.
Gli imprenditori che si focalizzano esclusivamente sul volume di vendite rischiano di trascurare indicatori fondamentali come la qualità del credito, il capitale circolante netto, il margine di contribuzione reale e l'indice di innovazione. Questo approccio miope può portare a una percezione distorta della salute aziendale, dove un fatturato apparentemente stabile nasconde una redditività in forte deterioramento.
Il controllo di gestione è un sistema strutturato di monitoraggio delle performance aziendali che consente di rilevare tempestivamente scostamenti tra obiettivi pianificati e risultati effettivi. Per le imprese italiane, spesso caratterizzate da una gestione reattiva alle emergenze piuttosto che preventiva, l'adozione di strumenti di controllo di gestione rappresenta un cambio culturale fondamentale per garantire la continuità aziendale e la competitività nel tempo.
Evitare perdite, sprechi e inefficienze equivale a generare valore economico, esattamente come aumentare i ricavi. Un'attenta gestione dei costi, il miglioramento del margine di contribuzione e l'ottimizzazione dei processi interni sono strumenti concreti che permettono di incrementare la redditività aziendale senza dover necessariamente spingere su volumi di vendita o produzione.