Crisis Management per superare la crisi: come intervenire

I fattori scatenanti di una crisi possono essere esterni o interni all'impresa, ovvero esogeni o endogeni. Nell'attuale contesto economico e finanziario le cause della crisi sono da attribuire a fattori esterni, in quanto è l'ambiente in cui opera l'impresa che presenta nuove condizioni e continui peggioramenti, per altro difficilmente prevedibili. L'impresa che non affronta la crisi e non pone in essere gli opportuni provvedimenti per il superamento, o quanto meno il congelamento della sua efficienza, dimostra un'incapacità che porta inevitabilmente alla crisi irreversibile e dunque al fallimento. Affrontare una crisi è il compito del management (ovvero dell'imprenditore), molto spesso essi sono incapaci di gestire il cambiamento necessario e definire le nuove strategie per il ripristino delle condizioni di equilibrio dell'impresa. Il superamento della crisi viene tento troppo tardi, quando la crisi aziendale è avanzata troppo, rendendo così impossibile il recupero. Di fronte allo stato di crisi, se formulata una prima diagnosi, all'imprenditore si schiudono tre alternative:
  • Il risanamento
  • La vendita
  • La liquidazione
La scelta dipende dalle possibilità di ripresa che si presentano compatibilmente alle risorse finanziarie, materiali, immateriali e umane disponibili o reperibili. Il recupero degli equilibri aziendali può avvenire quando, essendo disponibili le risorse, il loro impiego può effettivamente condurre ad un recupero dei valori aziendali tale da permettere il ritorno al valore, intese come capacità di remunerare adeguatamente il capitale investito. La scelta di operare la vendita o la liquidazione, invece è dettata dal migliore risultato che le due alternative possono permettere di raggiungere.

LA PERCEZIONE DELLA PERFORMANCE AZIENDALE

Alla cultura aziendale si deve affiancare la cultura della crisi. La prima permette di gestire lo sviluppo, la seconda di mantenerlo nei periodi di difficoltà, anticipandone e gestendone i sintomi. Dinanzi alla crisi non si possono avere esitazioni, per superarla occorre risolutezza e tempestività, ma ancora di più occorre la capacità di ammettere l'inadeguatezza di comportamenti del passato. Tuttavia più rilevante è l'investimento in denaro, risorse e tempo che l'imprenditore e il management hanno operato nell'azienda, più lo stato di crisi rischia di complicarsi. Ci si accorge così troppo tardi che l'azienda è in crisi,  quando ormai il costo per mantenerla in vita è maggiore al risultato che sarà capace di produrre. La cattiva percezione della performance aziendale porta ad una sfasatura che fa emergere la crisi solo quando essa è troppo avanzata, con il rischio di gravi perdite per l'azienda e per i creditori.  

LA TEMPESTIVITA' COME FATTORE DI SUCCESSO

Il fattore tempo di fronte alla crisi, diviene il fattore di successo per il superamento delle difficoltà. Prima si percepiscono i pericoli e prima si comprende che è necessario intervenire. Il management capace di intervenire tempestivamente aumenta in modo esponenziale la probabilità di riportare in equilibrio l'azienda. Bisogna considerare che i primi aspetti di crisi non sono mai assai eclatanti, eppure il pericolo può essere assolutamente letale. Quando la manifestazione della crisi diviene evidente a chiunque è difficile uscirne. L'incapacità manageriale, ma spesso ancora di più la presunzione, portano alla sottovalutazione dei problemi. Per riconoscere una crisi prima che esploda o quando è ancora in stato embrionale è necessario che l'organizzazione disponga di meccanismi atti a:
  • Individuare i segnali
  • allertare le persone dotate di potere di agire 
Per impedire che una situazione di difficoltà sfoci in crisi conclamata e irrecuperabile occorre rispettare alcune regole:
  • agire in modo rapido e risoluto
  • mettere le persone al primo posto
  • essere presenti
  • largheggiare in informazioni e comunicazioni
Agire in modo rapido e risoluto è più facile a dirsi che a farsi, eppure come già evidenziato, tale comportamento è il vero punto di forza di chi è in grado di portare un'impresa al suo recupero. Ogni minuto che passa diminuiscono le possibilità di successo, pertanto solo un management deciso, professionalmente competente e che ha esperienza  di situazioni di crisi aziendale può permettere che la crisi aziendale non sfoci in crisi irreversibile.

LA STABILIZZAZIONE DELL'IMPRESA PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI

Il management, di fronte alla crisi aziendale deve essere capace di intervenire leggendo in tempo i rischi che minacciano l'azienda e approntando una strategia che sia adeguata a ridare stabilità all'impresa. Il processo che il management durante un periodo di crisi deve mettere in azione è indirizzato a comprendere la gravità della crisi, dunque ridurre la struttura e i costi, e conseguentemente cedere i beni o i rami di azienda non più strategici o inefficienti. Senza un tale approccio tempestivo e risoluto l'azienda è destinata a perire anche in presenza di difficoltà che diversamente sarebbero potute essere superate.  

Domande frequenti

Di fronte a una crisi aziendale, dopo una prima diagnosi, l'imprenditore può scegliere tra il risanamento, la vendita o la liquidazione dell'impresa. La scelta dipende dalle risorse finanziarie, materiali, immateriali e umane disponibili, nonché dalle reali possibilità di ripresa. L'obiettivo è sempre quello di massimizzare il risultato ottenibile nella situazione specifica.
La tempestività è fondamentale perché più precocemente si percepiscono i segnali di crisi, più alta è la probabilità di riportare l'azienda in equilibrio. Intervenire quando la crisi è ancora in fase embrionale consente di disporre di maggiori risorse e margini di manovra rispetto a quando la situazione è già conclamata. Al contrario, quando la crisi diventa evidente a tutti, le possibilità di recupero si riducono drasticamente.
Le cause principali sono l'incapacità manageriale e la presunzione, che portano a sottovalutare i primi segnali di difficoltà, spesso poco eclatanti ma potenzialmente letali. Inoltre, più l'imprenditore ha investito in denaro, risorse e tempo nell'azienda, più tende a ritardare il riconoscimento della crisi per difficoltà psicologica ad ammettere l'inadeguatezza delle scelte passate. Questa cattiva percezione della performance aziendale fa emergere la crisi solo quando è troppo avanzata.
Per riconoscere una crisi prima che esploda, l'organizzazione deve disporre di meccanismi capaci di individuare tempestivamente i segnali di difficoltà e di allertare le persone dotate del potere di agire. È fondamentale che esista una cultura della crisi affiancata alla cultura aziendale ordinaria, in modo da gestire i periodi di difficoltà anticipandone i sintomi. Solo così è possibile impedire che una situazione di difficoltà si trasformi in una crisi conclamata e irrecuperabile.
I fattori esogeni sono esterni all'impresa e riguardano il contesto economico e ambientale in cui essa opera, come peggioramenti del mercato o condizioni difficilmente prevedibili. I fattori endogeni, invece, sono interni all'azienda e dipendono da scelte gestionali, strategiche o organizzative errate. Nell'attuale contesto economico e finanziario, le crisi aziendali sono spesso attribuite prevalentemente a fattori esterni, che impongono all'impresa di adattarsi a condizioni in continuo mutamento.