L'accertamento della crisi: l'approccio esterno e interno

L'accertamento della crisi: l'approccio esterno e interno

L'approccio esterno, interno-consuntivo, interno previsionale per l'accertamento della crisi

È possibile delineare tre approcci per l'accertamento della crisi, ciascuno dei quali presenta delle potenzialità e dei limiti e che solo nel loro insieme permettono un compiuto apprezzamento della crisi e dei suoi indizi:

  • Approccio Esterno: si basa su specifiche evidenze dei progressivi inadempimenti da parte dell'impresa. Esso si qualifica come esterno, in quanto l'effetto dei comportamenti si riflette nella sfera economica dei terzi creditori ed è quindi osservabile anche dall'esterno. Gli eventi tipici sono composti da ritardi nei pagamenti dei fornitori meno "strategici" e conseguenti solleciti e diffide. Peggiora poi con l'omesso versamento di ritenute previdenziali ed erariali per giungere a non rispettare scadenze di pagamento nei fornitori essenziali. Può fare seguito l'inizio di azioni esecutive da parte dei creditori e il blocco delle forniture essenziali. A questo punto la gestione è compromessa e le istanze di apertura della liquidazione giudiziale sono già state presentate.
  • Approccio Interno-consuntivo: si basa sui consuntivi contabili elaborati dall'azienda. È interno in quanto l'accertamento trae origine dalle situazioni contabili infrannuali elaborate internamente (che poi sfociano in ogni esercizio nella pubblicazione del bilancio). È consuntivo, perché si basa su una fotografia della situazione finanziaria aziendale quale risulta dai saldi contabili. Per tale motivo, entro questo approccio ricadono tutti i modelli, più o meno supportati da rigorosi metodi scientifici, che identificano l'accertamento della crisi come un giudizio sulla gravità della situazione finanziaria scaturente da singoli o più combinazioni di indicatori economico-finanziari. Il vantaggio basilare di questo tipo di approccio è la sua natura eminentemente quantitativa fondata sull'utilizzo di saldi contabili, per cui potrebbe giungere a proporre addirittura delle soglie numeriche di certi indicatori oltre le quali l'impresa è definibile in "crisi".
  • Approccio Interno-previsionale: definisce la crisi sulla base dei piani economico-finanziari. Si capisce quindi che esso sia possibile solo disponendo di una vista "interna" dell'impresa, che permetta di consultare i piani previsionali predisposti dall'imprenditore. Esso si qualifica "previsionale" nella misura in cui i piani espongono la futura dinamica gestionale e non si basano, così come nell'approccio precedente, sui consuntivi della gestione trascorsa. Si può già percepire che definendo in termini generali la crisi come probabilità (futura) di insolvenza, tale approccio sia quello più logico in quanto si preoccupa di valutare contabilmente quale sarà il momento futuro in cui l'azienda diverrà insolvente, ossia senza più disponibilità finanziarie per adempiere le obbligazioni fino a quel momento assunte.

La tempestività nella rilevazione della crisi riveste un ruolo centrale nell'impianto del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D. Lgs. n. 14/2019), così come modificato dal D. Lgs. n. 83/2022 (in recepimento della Direttiva UE Insolvency 2019/1023) e dalle successive integrazioni. Il Codice, pienamente operativo dal 15 luglio 2022, ha superato il previgente sistema degli strumenti di allerta e degli OCRI, introducendo in loro luogo la Composizione Negoziata della Crisi (artt. 12 e ss. CCII) quale principale strumento di gestione precoce della crisi, affiancata dagli indicatori di allerta previsti dall'art. 3 CCII e dai segnali qualificati di cui all'art. 25-octies CCII (segnalazioni da parte di creditori pubblici qualificati come INPS, Agenzia delle Entrate e Agente della Riscossione).

L'intervento tempestivo dell'imprenditore, non appena emergano fondati indizi di crisi, consente di accedere agli strumenti di regolazione della crisi e dell'insolvenza previsti dal Codice — tra cui la composizione negoziata, il concordato preventivo, gli accordi di ristrutturazione dei debiti e il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione (PRO) — con possibili benefici in termini di responsabilità e di protezione del patrimonio aziendale.

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Domande frequenti

I tre approcci principali sono: l'approccio esterno, basato sulle evidenze degli inadempimenti visibili ai terzi; l'approccio interno-consuntivo, fondato sui dati contabili storici dell'azienda; e l'approccio interno-previsionale, che utilizza i piani economico-finanziari futuri. Ciascuno presenta vantaggi e limiti, e solo la loro combinazione consente una valutazione completa della crisi.
L'approccio esterno si basa sull'osservazione di segnali visibili ai terzi, come ritardi nei pagamenti ai fornitori, omesso versamento di contributi previdenziali e fiscali, azioni esecutive dei creditori e blocco delle forniture essenziali. Questi eventi rappresentano una progressiva escalation degli inadempimenti che, nelle fasi più avanzate, possono portare alle istanze di fallimento, rendendo la gestione aziendale ormai compromessa.
L'approccio interno-consuntivo si basa sui dati contabili storici e sugli indicatori economico-finanziari già registrati, offrendo una fotografia della situazione finanziaria passata e presente dell'azienda. L'approccio interno-previsionale, invece, analizza i piani economico-finanziari futuri per stimare il momento in cui l'azienda potrebbe diventare insolvente, risultando quindi più coerente con la definizione di crisi come probabilità futura di insolvenza.
L'approccio interno-previsionale è considerato il più logico perché la crisi è definita come probabilità futura di insolvenza, e questo metodo consente di valutare quando l'azienda non avrà più risorse finanziarie sufficienti per adempiere alle proprie obbligazioni. A differenza degli altri approcci, non si limita a descrivere situazioni già verificatesi, ma permette un intervento anticipato e preventivo.
Secondo l'art. 14, co. 3 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D. Lgs. n. 14/2019), la tempestività nella rilevazione della crisi consente all'imprenditore di accedere a benefici in termini di responsabilità, la cosiddetta 'premialità'. Intervenire precocemente permette di attivare strumenti di allerta e di risanamento che possono evitare l'aggravarsi della situazione, riducendo i rischi legali e patrimoniali per l'imprenditore.