Obbligo di adeguati assetti: violazione più grave se la società non è in crisi

L'articolo 3 del Codice della Crisi e dell'Insolvenza prevede per:
  • l'imprenditore individuale deve adottare MISURE IDONEE a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte;
  • l'imprenditore collettivo deve istituire un ADEGUATO ASSETTO organizzativo, amministrativo e contabile adeguato ai sensi dell'articolo 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell'assunzione di idonee iniziative.
Secondo la giurisprudenza, l'assenza di adeguati assetti configura una grave irregolarità, a maggior ragione quando la società non si trova in crisi. In tale situazione, infatti, la violazione dell'obbligo di predisposizione degli assetti assume una rilevanza ancora maggiore per diverse ragioni:
  1. Maggior consapevolezza del rischio: in una fase di equilibrio economico-finanziario, gli amministratori hanno una maggiore consapevolezza dei rischi connessi all'attività aziendale e, di conseguenza, sono maggiormente responsabili per la mancata adozione di misure preventive.
  2. Disponibilità di risorse: la presenza di una situazione di equilibrio economico-finanziario implica che la società abbia le risorse necessarie per predisporre adeguati assetti. La mancanza di tali misure, in questo contesto, assume un carattere di negligenza ancora più grave.
  3. Prevenire è meglio che curare: l'adozione di adeguati assetti in una fase di non crisi rappresenta un investimento per il futuro, in quanto consente di prevenire il verificarsi di situazioni di difficoltà e di tutelare il patrimonio sociale.
  4. Responsabilità degli amministratori: la mancata predisposizione di adeguati assetti in assenza di crisi può determinare una maggiore responsabilità degli amministratori, in caso di danni alla società. In tali circostanze, infatti, è più facile per i soci dimostrare la colpa degli amministratori e il nesso causale tra la violazione dell'obbligo e il danno verificatosi.

Adeguati assetti = controllo di gestione 

Non si tratta più di una mera formalità o di un adempimento burocratico, ma di una componente imprescindibile per il successo e la longevità di qualsiasi impresa. La loro mancanza, soprattutto in fase di salute aziendale, rappresenta una colpa grave che può avere conseguenze pesanti per la società e per gli amministratori. A dimostrazione della gravità di questa mancanza in fase di buona salute aziendale possiamo prendere come dimostrazione alcuni casi reali. Per esempio il Tribunale di Milano il 16 dicembre 2020 HA CONDANNATO gli amministratori di una società per non aver adottato adeguati assetti, nonostante la società non si trovasse in crisi. Il Tribunale ha rilevato che la mancanza di misure preventive aveva contribuito al verificarsi di una successiva crisi aziendale. Ancora possiamo anche citare il caso della Corte d'Appello di Milano, Sez. I Civile, 25 luglio 2019, in cui la corte ha affermato che la violazione dell'obbligo di predisporre adeguati assetti è una grave IRREGOLARITA', anche in assenza di una situazione di crisi. La Corte ha rilevato che gli amministratori hanno il dovere di agire con diligenza e prudenza, anche in condizioni di equilibrio economico-finanziario.

Conclusioni

L'assenza di adeguati assetti rappresenta una grave irregolarità, con conseguenze rilevanti per gli amministratori. La violazione dell'obbligo di predisposizione degli assetti assume una gravità ancora maggiore quando la società non si trova in crisi, in quanto gli amministratori hanno in tale contesto una maggiore consapevolezza del rischio e le risorse necessarie per adottare misure preventive.

Il ruolo del dottore Commercialista

Il commercialista può svolgere un ruolo fondamentale nell'aiutare l'azienda a rispettare l'articolo 2086 del codice civile. In particolare, il commercialista può: 1. Valutare l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile; 2. Fornire consulenza su specifici aspetti della gestione aziendale; 3. Assicurare la tenuta della contabilità e la redazione del bilancio di esercizio; 4. Aiutare l'impresa a prevenire in anticipo una situazione di crisi. In conclusione, il commercialista può essere un partner strategico per l'azienda nel rispetto dell'articolo 2086 del codice civile.

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Domande frequenti

L'articolo 3 del Codice della Crisi e dell'Insolvenza distingue tra imprenditore individuale, che deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi, e imprenditore collettivo, che deve istituire un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile ai sensi dell'articolo 2086 del codice civile. L'obiettivo è garantire la tempestiva rilevazione dello stato di crisi e l'assunzione di idonee iniziative correttive. Si tratta di un obbligo strutturale e non di una mera formalità burocratica.
Quando la società è in equilibrio economico-finanziario, gli amministratori hanno maggiore consapevolezza dei rischi e dispongono delle risorse necessarie per adottare misure preventive, rendendo la loro omissione particolarmente negligente. Inoltre, in assenza di crisi è più facile per i soci dimostrare la colpa degli amministratori e il nesso causale tra la violazione e il danno successivamente verificatosi. La giurisprudenza ha confermato questo orientamento, sanzionando gli amministratori anche in assenza di uno stato di crisi conclamato.
Gli amministratori che omettono di predisporre adeguati assetti possono essere ritenuti responsabili per i danni causati alla società, come dimostrato dalla condanna emessa dal Tribunale di Milano il 16 dicembre 2020. La Corte d'Appello di Milano ha inoltre affermato che tale violazione costituisce una grave irregolarità, anche in assenza di crisi, poiché gli amministratori hanno il dovere di agire con diligenza e prudenza in ogni condizione. Le conseguenze possono includere azioni di responsabilità promosse dai soci o dai creditori sociali.
Un adeguato assetto si identifica sostanzialmente con un efficace sistema di controllo di gestione, che permette di monitorare in modo continuativo la situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell'impresa. Non si tratta di un adempimento formale, ma di un insieme di procedure, strumenti e processi che consentono di rilevare tempestivamente segnali di difficoltà e di intervenire prontamente. La sua adozione rappresenta un investimento strategico per la longevità e il successo dell'azienda.
Il commercialista svolge un ruolo fondamentale nell'aiutare l'azienda a rispettare l'articolo 2086 del codice civile, potendo valutare l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile esistente. Può inoltre fornire consulenza su specifici aspetti della gestione, supportando gli amministratori nell'identificazione delle misure preventive più appropriate. Il suo contributo è essenziale sia in fase di implementazione degli assetti che nel monitoraggio continuativo della loro efficacia.