Amazon fa anche consulenza fiscale: naturale!

Amazon propone anche il servizio di consulenza fiscale ai propri venditori (dealers). Nulla di che sorprendersi!

Ora, anche la multinazionale del commercio elettronico Amazon lancia il servizio di predisposizione ed invio dei dichiarativi fiscali relativi all'attività di commercio elettronico (e-commerce).

In questo, non colgo la minaccia alla sopravvivenza della professione del dottore commercialista se prima non faccio memoria di due aspetti estremamente chiari:

  • oltre ai fiscalisti (o tributaristi) "non regolamentati" poiché non iscritti all'Albo dei commercialisti, oggi possono inviare i dichiarativi fiscali anche gli agronomi, i geometri, gli avvocati, eccetera. Perciò, che lo facesse anche Amazon non può sorprendere oltremodo;
  • la strategia dell'amministrazione finanziaria è centrata sul controllo preventivo (o in itinere) perciò il dichiarativo diventa la sintesi di informazioni già acquisite dal cervellone dell'Agenzia delle Entrate. In questo senso viaggiano le semplificazioni introdotte con la fatturazione elettronica obbligatoria, le comunicazioni delle spese in deduzione/detrazione fiscale, i pagamenti tracciati, le liquidazioni periodiche IVA, le certificazioni uniche CU, la trasmissione telematica dei corrispettivi, eccetera. Perciò, deve essere ben chiaro che la naturale conseguenza di una gestione telematizzata della propria attività si conclude, naturalmente, con la compilazione automatica dei dichiarativi fiscali. Nulla di più logico!

Tornando alla novità proposta da Amazon, è pur vero che sul sito si legge che il servizio di consulenza fiscale vale solo per "... transazioni eseguite attraverso il canale Amazon." Perciò, salvo che il venditore (dealer) faccia solo vendita e-commerce, la soluzione fiscale proposta da Amazon la vedo impraticabile per le imprese che fanno anche e-commerce.

E la ragione è semplice: i dichiarativi fiscali sono unici e non possono essere sdoppiati tra attività di commercio tradizionale e attività di commercio elettronico. In pratica, ci devono essere: comunicazioni periodiche IVA integrali, una sola dichiarazione IVA, un'unica dichiarazione dei redditi e i relativi adempimenti telematici previsti dalla normativa vigente.

Dunque, il servizio di consulenza fiscale offerto da Amazon è utilizzabile solo da coloro che fanno commercio online senza alcuna altra attività commerciale o produttiva.

A questo punto, se consideriamo che:

  • il mercato e-commerce in Italia ha superato i 60 miliardi di euro (dati 2024-2025), con una quota rilevante derivante dal settore turismo e dai servizi digitali;
  • le attività commerciali "only e-commerce" rappresentano una quota significativa del mercato, delle quali una parte con i requisiti del regime forfetario (come aggiornato dalla Legge di Bilancio 2023, L. 197/2022, che ha elevato la soglia di ricavi a 85.000 euro, con ulteriori modifiche previste dalla normativa successiva);
  • pertanto, una parte significativa di venditori e-commerce può beneficiare di regimi fiscali agevolati con adempimenti semplificati.

Perciò, trovo naturale l'offerta del servizio Amazon fruibile solo da quei (in numero limitato!) venditori e-commerce che non svolgono altra attività e/o che sono in regime fiscale agevolato.

Tornando al ruolo del dottore commercialista, è oramai inequivocabile come tale figura professionale debba necessariamente proporre servizi di consulenza trasversali e ad elevato valore aggiunto in quanto "non meccanizzabili" attraverso sistemi informatici e web solution. Il dottore commercialista, dunque, deve evolversi nella specialità dei servizi nonché creare network tra le professioni trasversali che gravitano intorno all'impresa.

In quest'ottica, il nostro Studio è giunto a fornire ai Clienti un rivoluzionario servizio di consulenza aziendale in ambito:

  • fiscale
  • strategico
  • organizzativo
  • tecnico
  • web integrato

Domande frequenti

Amazon ha lanciato un servizio di consulenza fiscale per supportare i propri venditori (dealer) nella predisposizione e nell'invio dei dichiarativi fiscali relativi all'attività di e-commerce. Questa mossa è considerata naturale in un contesto in cui la gestione telematica delle attività commerciali tende sempre più verso la compilazione automatica delle dichiarazioni fiscali, grazie a strumenti come la fatturazione elettronica e i pagamenti tracciati.
No, il servizio di consulenza fiscale offerto da Amazon è utilizzabile esclusivamente da chi svolge attività di commercio online senza alcuna altra attività commerciale o produttiva. Poiché i dichiarativi fiscali (dichiarazione IVA, dichiarazione dei redditi, ecc.) sono unici e non possono essere sdoppiati tra attività tradizionale e attività e-commerce, chi ha un'attività mista non può avvalersi di questo servizio.
Possono beneficiarne principalmente i venditori che operano esclusivamente tramite il canale Amazon e che non svolgono altre attività commerciali o produttive. In particolare, una parte significativa di questi potrebbe rientrare nel regime forfetario (introdotto dalla Legge n. 190/2014), che prevede già una semplificazione degli adempimenti fiscali.
Il dottore commercialista deve necessariamente evolversi verso la fornitura di servizi di consulenza trasversali e ad alto valore aggiunto, non replicabili da sistemi informatici o piattaforme web. Il suo ruolo si sposta sempre più verso la consulenza strategica, organizzativa e fiscale integrata, creando network tra le professioni che gravitano attorno all'impresa e offrendo un supporto che va ben oltre la semplice compilazione di dichiarativi.
La strategia dell'amministrazione finanziaria italiana è sempre più orientata al controllo preventivo e in itinere, facendo sì che i dichiarativi fiscali diventino la sintesi di informazioni già acquisite dall'Agenzia delle Entrate. Strumenti come la fatturazione elettronica, le comunicazioni delle spese in deduzione/detrazione, i pagamenti tracciati e le certificazioni uniche (CU) rendono sempre più automatizzabile la compilazione delle dichiarazioni fiscali.