Scadenza invio dichiarazione dei redditi: entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria

Scadenza invio dichiarazione dei redditi: entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria

La dichiarazione tardiva deve essere presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria. La sanzione in ravvedimento è di 25 euro per ogni modello tardivo.

I contribuenti che non rispettano il termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi (fissato generalmente al 31 ottobre per le persone fisiche e al 30 novembre per i soggetti diversi dalle persone fisiche, con riferimento all'anno d'imposta precedente) hanno la possibilità di rimediare con il ravvedimento operoso, presentando la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, attraverso i canali Fisconline o Entratel dell'Agenzia delle Entrate.

Quali le dichiarazioni interessate

I soggetti che possono ricorrere alla dichiarazione tardiva sono:

  • contribuenti obbligati alla presentazione telematica della dichiarazione dei redditi e coloro che, pur non obbligati, hanno scelto tale modalità per presentare il modello RedditiPF;
  • eredi delle persone decedute nell'anno d'imposta di riferimento, o entro il 31 maggio dell'anno successivo, che devono presentare il modello RedditiPF;
  • società di persone ed enti equiparati, che devono presentare il modello RedditiSP;
  • soggetti IRES con esercizio coincidente con l'anno solare, che devono presentare il modello RedditiSC;
  • enti pubblici e privati diversi dalle società, compresi i trust, soggetti all'IRES, nonché società ed enti non residenti soggetti all'IRES, che devono presentare il modello RedditiENC;
  • soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti e soggetti ammessi alla determinazione dell'unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti, con esercizio coincidente con l'anno solare, che devono presentare il modello CNM;
  • soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione IRAP, con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare;
  • sostituti d'imposta che hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte e che devono presentare il modello 770.

Sanzione con ravvedimento operoso

L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 42/2016 e alla luce delle modifiche alla disciplina del ravvedimento contenute nel D.Lgs. n. 158/2015, è intervenuta in merito alla tardiva presentazione delle dichiarazioni annuali al fine di agevolare i contribuenti che si ravvedono entro 90 giorni.

Nel caso in cui il contribuente provveda a presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria (dichiarazione tardiva), è prevista una sanzione di 250 euro che, in base all'art. 13 co. 1 lettera c del D.Lgs. n. 472/1997, è ridotta a 1/10, quindi a 25 euro.

Nell'F24 va indicato il codice tributo 8911.

Se dalla dichiarazione tardiva emerge un debito d'imposta, il contribuente può rimediare alla violazione versando il tributo, gli interessi (con decorrenza dalla scadenza ordinaria non rispettata) e la sanzione per omesso versamento, ridotta in funzione del momento in cui avviene la regolarizzazione. Si raccomanda di verificare le scadenze aggiornate per l'anno d'imposta di interesse direttamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate o tramite un professionista abilitato.

Domande frequenti

La dichiarazione tardiva può essere presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria. Superato questo termine, la dichiarazione si considera omessa e non è più possibile avvalersi del ravvedimento operoso per la tardiva presentazione.
La sanzione ordinaria per dichiarazione tardiva è di 250 euro, ma grazie al ravvedimento operoso previsto dall'art. 13 co. 1 lettera c del D.Lgs. 472/1997, essa viene ridotta a 1/10, ovvero a 25 euro per ogni modello presentato tardivamente. Il pagamento va effettuato tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 8911.
La dichiarazione tardiva deve essere presentata esclusivamente in via telematica, direttamente dal contribuente oppure tramite intermediari abilitati. È possibile utilizzare i canali Fisconline o Entratel messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate.
Se dalla dichiarazione tardiva risulta un debito d'imposta, il contribuente deve versare il tributo dovuto, gli interessi calcolati a partire dalla scadenza ordinaria non rispettata, e la sanzione per omesso versamento. Quest'ultima sanzione può essere ridotta in base al momento in cui avviene la regolarizzazione, sempre applicando le regole del ravvedimento operoso.
Possono presentare la dichiarazione tardiva numerose categorie di contribuenti, tra cui le persone fisiche obbligate alla presentazione telematica del modello RedditiPF, le società di persone, i soggetti IRES, gli enti pubblici e privati, i sostituti d'imposta con il modello 770 e i soggetti obbligati alla dichiarazione IRAP. Rientrano in questa possibilità anche gli eredi delle persone decedute nel corso dell'anno d'imposta di riferimento.