Home Restaurant: i turisti li cercano!
I turisti sono sempre più alla ricerca del ristorante "fai-da-te", soprattutto quando propone pietanze della tradizione locale autentica.
L'Home Restaurant è una forma di ristorazione domestica che offre la possibilità agli appassionati di cucina di trasformare occasionalmente la propria casa in un piccolo ristorante per amici, conoscenti e turisti che desiderano sperimentare la cucina originale del territorio, sia nella vita quotidiana sia in occasione di un viaggio.
Il quadro normativo aggiornato
Dopo anni di assenza di una disciplina specifica, nel 2017 è stata approvata la Legge 3 maggio 2017 n. 96, che ha introdotto per la prima volta una regolamentazione dell'attività di Home Restaurant in Italia, inserendola nel perimetro della cosiddetta sharing economy. La legge ha fissato limiti di reddito annuo, obblighi di utilizzo di piattaforme digitali certificate e il ricorso esclusivo a pagamenti elettronici tracciabili.
Tuttavia, l'attuazione pratica della normativa è rimasta parziale e il dibattito regolatorio continua ancora oggi, con alcune Regioni che hanno adottato discipline locali specifiche. Si consiglia sempre di verificare la normativa vigente nella propria Regione e di consultare un professionista aggiornato prima di avviare l'attività.
Home Restaurant e concorrenza con la ristorazione tradizionale
Secondo gli homer (gli esercenti di Home Restaurant), l'attività non costituisce concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori tradizionali. Il numero di visitatori accolti è infatti estremamente ridotto e il target di riferimento è una nicchia specifica, distinta dalla clientela abituale dei ristoranti. I dati storici confermano questa tesi: già nel 2015, gli introiti complessivi degli Home Restaurant rappresentavano appena lo 0,065% del fatturato totale del settore della ristorazione.
Norme sanitarie e sicurezza alimentare
Gli homer sottolineano che la propria abitazione privata non è equiparabile a un pubblico esercizio aperto a chiunque, poiché l'accesso avviene esclusivamente su espressa richiesta del cliente e in un contesto non pubblico. Tuttavia, al fine di garantire adeguati standard igienico-sanitari, la quasi totalità degli homer sceglie volontariamente di dotarsi del certificato HACCP e di stipulare un'assicurazione per la responsabilità civile verso i propri ospiti. Tale approccio responsabile è fortemente consigliato indipendentemente dagli obblighi di legge.
Aspetti fiscali dell'Home Restaurant
Dal punto di vista fiscale, l'attività di Home Restaurant svolta in modo saltuario e occasionale genera redditi classificati come redditi diversi da attività commerciale occasionale, da dichiarare nel Quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche (ex Modello Unico).
Il reddito imponibile si calcola sottraendo dal totale delle ricevute emesse (l'homer deve rilasciare ai clienti regolare ricevuta fiscale) le spese documentate sostenute per l'acquisto di materie prime (carne, pesce, formaggi, salumi, bevande, ecc.).
Finché l'attività rimane occasionale, non sussistono gli obblighi previsti per le imprese commerciali stabili, ovvero:
- Apertura della partita IVA
- Iscrizione alla Camera di Commercio
- Iscrizione all'INPS (gestione artigiani e commercianti)
- Iscrizione all'INAIL
Nel momento in cui l'attività assume carattere di abitualità — valutata in base alla frequenza, alla continuità e all'ammontare dei ricavi conseguiti — scattano invece tutti gli obblighi tipici delle imprese commerciali. Si raccomanda di rivolgersi a un commercialista per valutare correttamente la propria situazione e per aggiornarsi sulle eventuali soglie di reddito previste dalla normativa vigente al momento dell'avvio dell'attività.
Nota: il quadro normativo relativo all'Home Restaurant è in continua evoluzione. Le informazioni contenute in questo articolo sono aggiornate al 2026 e potrebbero subire variazioni. Si consiglia sempre di verificare la disciplina vigente e di consultare un professionista qualificato.