L'Iva nell'e-commerce indiretto

L'IVA nell'e-commerce indiretto: cosa cambia con il regime forfettario e le nuove regole UE

Se aderisco al regime forfettario ed effettuo vendite di prodotti online verso altri Paesi UE, come devo comportarmi ai fini IVA?

I contribuenti in regime forfettario (il regime agevolato attualmente vigente, introdotto dalla Legge 190/2014 in sostituzione del vecchio regime dei minimi) che effettuano vendite di beni fisici online verso consumatori UE (e-commerce indiretto) non addebitano l'IVA a titolo di rivalsa. Di conseguenza, tali cessioni si qualificano come operazioni interne e non sorgono obblighi intracomunitari.

Pertanto, in caso di vendite effettuate nei confronti di acquirenti comunitari (sia soggetti passivi B2B che privati B2C), la cessione si qualifica come operazione "interna" e non sussiste l'obbligo di presentazione del modello Intrastat.

Le nuove regole UE sull'e-commerce (dal 1° luglio 2021)

A partire dal 1° luglio 2021, il D.Lgs. 83/2021 ha recepito la Direttiva UE 2017/2455, introducendo importanti novità per l'e-commerce B2C transfrontaliero. Tuttavia, tali novità (soglia unica di 10.000 euro e regime OSS – One Stop Shop) riguardano esclusivamente i contribuenti in regime IVA ordinario. I forfettari, non applicando l'IVA, restano esclusi da questi obblighi.

Divieto di esportazioni extra-UE

È importante ricordare che i contribuenti in regime forfettario non possono effettuare cessioni all'esportazione nei confronti di clienti extra-UE (privati o imprese). Il mancato rispetto di questo divieto comporta la decadenza dal regime agevolato. Si consiglia di verificare sempre l'attuale normativa o consultare un professionista, poiché la disciplina fiscale è soggetta ad aggiornamenti periodici.

Domande frequenti

No, il contribuente in regime di vantaggio (minimi) che effettua vendite di prodotti online verso consumatori UE non addebita l'IVA a titolo di rivalsa. Di conseguenza, la cessione si qualifica come operazione 'interna' e non come operazione intracomunitaria.
No, non sorge alcun obbligo di presentazione del modello Intrastat per i contribuenti in regime dei minimi che vendono online verso acquirenti comunitari, sia privati (B2C) che soggetti passivi (B2B). Questo perché la cessione viene qualificata come operazione interna e non intracomunitaria.
No, i limiti stabiliti da ciascuno Stato membro UE oltre i quali un venditore deve identificarsi ai fini IVA nello Stato di destinazione si applicano esclusivamente ai contribuenti in regime IVA ordinario. I contribuenti in regime dei minimi non sono soggetti a questi obblighi indipendentemente dal volume di vendite verso privati UE.
No, i contribuenti in regime dei minimi hanno il divieto assoluto di effettuare cessioni all'esportazione verso clienti extra-UE, siano essi privati o imprese. Il mancato rispetto di questo divieto comporta la decadenza dal regime fiscale agevolato.
L'e-commerce indiretto si riferisce alla vendita online di beni fisici (prodotti) che vengono spediti materialmente all'acquirente, a differenza dell'e-commerce diretto che riguarda beni e servizi digitali. Per i contribuenti in regime dei minimi, le vendite di e-commerce indiretto verso clienti UE vengono trattate come operazioni interne, senza applicazione dell'IVA né obblighi intracomunitari, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la circolare 36/2010.