MODELLO 730: DESTINAZIONE DELL'8, DEL 5 E DEL 2 PER MILLE DELL'IRPEF

Ciascun contribuente può utilizzare una scheda unica per la scelta della destinazione dell'8, del 5 e del 2 per mille dell'Irpef.

Il contribuente può destinare:

  • l'otto per mille del gettito Irpef allo Stato oppure a una Istituzione religiosa;
  • il cinque per mille della propria Irpef a determinate finalità;
  • il due per mille della propria Irpef in favore di un partito politico.

Le scelte della destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'Irpef non sono in alcun modo alternative tra loro e possono, pertanto, essere tutte espresse. Tali scelte non determinano maggiori imposte dovute.

Per esprimere le scelte, il contribuente deve compilare l'apposita scheda (Mod. 730-1), da presentare integralmente anche nel caso in cui sia stata operata soltanto una delle scelte consentite.

Anche i contribuenti che non devono presentare la dichiarazione possono scegliere di destinare l'otto, il cinque e il due per mille dell'Irpef utilizzando l'apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica 2025 o al modello REDDITI Persone Fisiche 2025 e seguendo le relative istruzioni.

Scelta per la destinazione dell'otto per mille dell'Irpef

Il contribuente può destinare una quota pari all'otto per mille del gettito Irpef:

  • allo Stato (a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario);
  • alla Chiesa Cattolica (a scopi di carattere religioso o caritativo);
  • all'Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero sia direttamente sia attraverso un ente all'uopo costituito);
  • alle Assemblee di Dio in Italia (per interventi sociali e umanitari anche a favore dei Paesi del terzo mondo);
  • alla Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e Valdesi) per scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o culturale sia a diretta gestione della Chiesa Evangelica Valdese, attraverso gli enti aventi parte nell'ordinamento valdese, sia attraverso organismi associativi ed ecumenici a livello nazionale e internazionale;
  • alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari o culturali in Italia e all'estero, direttamente o attraverso le Comunità ad essa collegate);
  • all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (per la tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, per la promozione della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali e umanitari in special modo volti alla tutela delle minoranze, contro il razzismo e l'antisemitismo);
  • alla Sacra Arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale (per il mantenimento dei ministri di culto, la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in paesi esteri);
  • alla Chiesa apostolica in Italia (per interventi sociali, culturali ed umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri);
  • all'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero);
  • all'Unione Buddhista Italiana (per interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto);
  • all'Unione Induista Italiana (per sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri paesi);
  • all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG), per la realizzazione delle finalità istituzionali dell'Istituto e delle attività indicate all'art. 12, comma 1, lettera a) della legge 28 giugno 2016 n. 130, nonché ad interventi sociali e umanitari in Italia e all'estero.

Nota: Si raccomanda di verificare sul sito dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) l'elenco aggiornato delle istituzioni ammesse al riparto dell'otto per mille per l'anno d'imposta corrente, in quanto potrebbero essere intervenute nuove intese o modifiche normative.

Domande frequenti

Sì, le scelte della destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'Irpef non sono alternative tra loro e possono essere tutte espresse contemporaneamente. Il contribuente deve compilare l'apposita scheda Mod. 730-1, da presentare integralmente anche se è stata operata una sola delle scelte consentite. Queste scelte non determinano alcun aumento delle imposte dovute.
Il contribuente può destinare l'otto per mille dell'Irpef allo Stato per scopi di interesse sociale o umanitario, oppure a diverse istituzioni religiose riconosciute dallo Stato italiano. Tra queste figurano la Chiesa Cattolica, la Chiesa Evangelica Valdese, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l'Unione Buddhista Italiana, l'Unione Induista Italiana e l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, tra le altre. Ciascuna istituzione utilizza i fondi per finalità specifiche indicate dalla propria intesa con lo Stato.
Non solo i contribuenti obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi possono esprimere queste scelte, ma anche coloro che sono esonerati dalla presentazione del Modello 730. I contribuenti esonerati possono utilizzare l'apposita scheda allegata alla Certificazione Unica o al modello REDDITI Persone Fisiche, seguendo le relative istruzioni. In tutti i casi, la scheda deve essere presentata integralmente.
Se il contribuente non esprime alcuna scelta per la destinazione dell'otto per mille dell'Irpef, la quota viene comunque ripartita tra lo Stato e le istituzioni religiose beneficiarie. La ripartizione avviene proporzionalmente alle scelte espresse dai contribuenti che hanno compilato la scheda. Pertanto, anche la quota dei contribuenti che non esprimono preferenze viene distribuita in base alle indicazioni degli altri contribuenti.
No, la destinazione del due per mille dell'Irpef a un partito politico, così come le scelte per l'otto e il cinque per mille, non determina in alcun modo un aumento delle imposte dovute dal contribuente. Si tratta semplicemente di una modalità con cui il contribuente indica come vuole che una quota delle imposte già dovute venga distribuita. L'importo totale dell'imposta rimane invariato indipendentemente dalle scelte effettuate.