Riforma delle Giustizia Tributaria: approda la proposta di legge

La riforma della giustizia tributaria, attesa da decenni da contribuenti e categorie professionali, è finalmente diventata realtà. Dopo anni di dibattito parlamentare — tra cui la proposta di legge nr. 4755 del 23 novembre 2017 dell'on. Rocco Palese, ispirata alle proposte dell'avv. Maurizio Villani — il legislatore è intervenuto con la Legge n. 130 del 31 agosto 2022 e il successivo D.Lgs. n. 220 del 30 dicembre 2023, riformando profondamente l'ordinamento della giustizia tributaria.

Le principali novità introdotte dalla riforma

Le storiche Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali sono state rinominate rispettivamente Corti di Giustizia Tributaria di primo grado e Corti di Giustizia Tributaria di secondo grado. Parallelamente, è stato istituito un ruolo autonomo della magistratura tributaria professionale, composto da giudici selezionati tramite concorso pubblico, a tempo pieno e incompatibili con qualsiasi altra attività professionale o lavorativa.

Tra i punti cardine della riforma:

  • Istituzione di un concorso pubblico per la selezione dei magistrati tributari professionali, con requisiti specifici di competenza in materia fiscale e processuale.
  • Incompatibilità con l'iscrizione ad albi professionali e con qualsiasi altro impiego pubblico o privato.
  • Rafforzamento del principio di terzietà e imparzialità dei giudici tributari, in conformità con l'art. 111 della Costituzione.
  • Mantenimento della vigilanza del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, organo di autogoverno della magistratura tributaria.
  • Introduzione di nuovi strumenti deflattivi del contenzioso, come la conciliazione giudiziale potenziata.

Un percorso ancora in evoluzione

L'avv. Maurizio Villani, tra i principali promotori della riforma, aveva da tempo sottolineato che per attuare l'effettiva terzietà dei giudici tributari ai sensi dell'art. 111 della Costituzione era urgente sottrarre al Ministero dell'Economia e delle Finanze la gestione e l'organizzazione degli organi giudicanti tributari. La riforma del 2022-2023 ha accolto in parte queste istanze, rafforzando l'autonomia della magistratura tributaria, sebbene il dibattito su un pieno riconoscimento costituzionale della quarta magistratura rimanga aperto.

La riforma è necessaria non solo per rispondere ai casi di malcostume giudiziario emersi nel tempo, ma soprattutto perché decisioni tributarie errate — anche involontariamente — possono portare al fallimento delle imprese o a drammatiche conseguenze personali per i contribuenti. Un sistema di giustizia tributaria efficiente, professionale e indipendente è quindi una priorità di civiltà giuridica.

Domande frequenti

L'obiettivo principale è garantire la piena autonomia e terzietà dei giudici tributari, sottraendo la gestione delle commissioni tributarie al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Si propone di affidare tale gestione a un organismo terzo come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in conformità con l'art. 111 della Costituzione che garantisce il diritto a un giudice terzo e imparziale.
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze è parte interessata nel contenzioso tributario, il che crea un evidente conflitto di interessi nella gestione delle nomine, dei trasferimenti e dell'avanzamento di carriera dei giudici. Questa situazione compromette l'apparenza stessa di neutralità della giustizia tributaria, principio fondamentale sancito dall'art. 111 della Costituzione.
La proposta prevede che l'assunzione avvenga tramite concorso pubblico per titoli ed esami a base regionale, con specifico riferimento alle norme tributarie e processuali. Inoltre, i professionisti che intendono far parte delle commissioni tributarie dovrebbero cancellarsi dai rispettivi albi professionali per garantire la piena indipendenza.
Con 'quarta magistratura' si intende un ruolo autonomo della magistratura tributaria, distinto dalla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile, composto da giudici professionali a tempo pieno. La proposta prevede che questa nuova figura riceva in futuro anche un riconoscimento a livello costituzionale, a testimonianza della sua importanza nel sistema giudiziario italiano.
Secondo l'avv. Villani, errori nelle decisioni tributarie, anche involontari, possono portare al fallimento delle aziende o, nei casi più gravi, al suicidio dei contribuenti. Per questo motivo la riforma è considerata urgente e indifferibile, indipendentemente dai recenti scandali giudiziari che hanno coinvolto alcuni giudici tributari in città come Roma, Napoli, Milano e Bari.