Rottamazione cartelle esattoriali: flop annunciato!

Rottamazione cartelle esattoriali: un bilancio critico dalla prima edizione ad oggi

La rottamazione delle cartelle di pagamento è un'iniziativa decente nel fine ma storicamente incapace negli effetti, come dimostrano le successive edizioni succedutesi nel tempo.

La definizione agevolata dei ruoli (meglio nota come rottamazione delle cartelle esattoriali) fu introdotta per la prima volta dal co. 10 art. 6 D.L. nr. 193/2016, convertito in Legge nr. 225/2016 (cd. Rottamazione-1). Da allora si sono succedute ulteriori edizioni: la Rottamazione-bis (D.L. 148/2017), la Rottamazione-ter (D.L. 119/2018), fino alla più recente Rottamazione-quater, introdotta dalla Legge nr. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023).

L'intento della previsione normativa è sempre stato quello di incassare quanto più arretrato possibile giacente presso l'agente per la riscossione. Dal 1° luglio 2017, Equitalia è stata soppressa e sostituita dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), che ha ereditato tutti i ruoli e le procedure di riscossione.

Come già criticato all'indomani della pubblicazione del D.L. nr. 193/2016, l'impostazione normativa evidenziava lacune strutturali che ne limitavano l'appeal presso i debitori, principalmente a causa dei termini ravvicinati di pagamento imposti al debitore.

Perché si finisce nei ruoli dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione?

L'esposizione presso AdER si forma per diverse ragioni, tra cui:

  • omessi versamenti di tributi derivanti da autoliquidazione;
  • contributi previdenziali (INPS e casse professionali);
  • accertamenti fiscali definitivi ovvero in fase di contenzioso tributario;
  • sanzioni al codice della strada;
  • oneri e tributi dovuti ad altri enti che hanno affidato la riscossione ad AdER.

In AdER arrivano quindi i crediti della Pubblica Amministrazione e di enti vari per i quali il debitore non ha pagato, indipendentemente dal motivo (volontà o necessità finanziaria).

Rottamazione: condono o no?

A coloro che sostengono che la rottamazione delle cartelle sia l'odioso e ricorrente condono fiscale, sfugge un particolare non di poco conto: la definizione agevolata elimina solo le sanzioni e gli interessi di mora, mentre i tributi sono dovuti per intero. Pertanto, non si tratta di un condono sull'imposta, ma di un'agevolazione sulle penali accessorie.

In un lungo periodo di crisi economica, l'opportunità di regolarizzare le posizioni debitorie non deve essere fraintesa quale aiuto agli evasori: in AdER si trova l'evasione già emersa, non quella occultata. Come ricorda l'art. 2740 c.c.: «Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.»

I risultati della Rottamazione-1: numeri assoluti vs. percentuali

I dati della prima rottamazione (2016-2017) evidenziarono un risultato modesto:

  • 600.000 istanze presentate su 21 milioni di debitori totali (2,85% dei debitori);
  • 8,3 miliardi di euro di crediti definiti su 817 miliardi totali (1,04% dei crediti).

Statisticamente insignificanti. La situazione del magazzino crediti risultava particolarmente critica: il 43% (circa 351 miliardi di euro) era classificato come incagliato, ossia difficilmente recuperabile, e il 53% delle posizioni riguardava debiti inferiori ai 1.000 euro.

La Rottamazione-quater (2023-2025)

L'edizione più recente, la Rottamazione-quater introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), ha riguardato i carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Anche in questo caso, la misura consente di pagare il solo capitale e le spese di riscossione, eliminando sanzioni e interessi. I termini di pagamento delle rate hanno subito proroghe successive fino al 2025. Tuttavia, le criticità strutturali restano invariate: i debitori nullatenenti o con posizioni inesigibili continuano a rappresentare la quota maggioritaria del magazzino crediti, rendendo ogni edizione di rottamazione strutturalmente limitata nei risultati reali.

Domande frequenti

La rottamazione delle cartelle esattoriali, formalmente chiamata 'definizione agevolata dei ruoli', è stata introdotta dall'art. 6 del D.L. nr. 193/2016 convertito in Legge nr. 225/2016. Essa consente ai debitori di Equitalia di estinguere il proprio debito pagando solo l'importo del tributo originario, senza sanzioni e interessi di mora, che vengono invece azzerati.
I dati ufficiali di Equitalia mostrano che hanno aderito solo 600.000 debitori su 21 milioni totali (pari al 2,85%) e sono stati definiti solo 8,3 miliardi su 817 miliardi di crediti totali (pari all'1,04%). Questi risultati sono considerati statisticamente insignificanti rispetto alla platea potenziale dei beneficiari.
I debitori in Equitalia vi finiscono per diverse ragioni, tra cui omessi versamenti di tributi da autoliquidazione, contributi previdenziali non pagati (INPS e casse professionali), accertamenti fiscali definitivi o in contenzioso, sanzioni al codice della strada e oneri dovuti ad altri enti pubblici. Si tratta quindi di evasione già emersa e non di evasione occultata, poiché il debito è già noto al fisco.
No, la rottamazione delle cartelle non è tecnicamente un condono fiscale: il debitore è tenuto a pagare per intero l'importo del tributo dovuto, mentre vengono eliminati solo le sanzioni e gli interessi di mora. Si tratta quindi di un'agevolazione sulle penali accessorie e non di uno sconto sul debito tributario principale.
Sui 817 miliardi di euro di crediti totali in carico ad Equitalia, il 43% (pari a circa 351 miliardi) è considerato 'incagliato', cioè difficilmente recuperabile. Inoltre, il 53% delle posizioni riguarda debiti inferiori ai 1.000 euro, il che rende il recupero spesso antieconomico rispetto ai costi di riscossione.