Rottamazione e rateizzazione: cosa prevede la normativa aggiornata
Negli anni successivi alla cosiddetta 'rottamazione-bis' del 2017, il legislatore italiano ha introdotto ulteriori edizioni della definizione agevolata dei ruoli, fino ad arrivare alla Rottamazione-quater (introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, L. 197/2022), che ha rappresentato lo strumento più recente e più ampio di regolarizzazione delle cartelle esattoriali.
Con la Rottamazione-quater i contribuenti hanno potuto estinguere i debiti affidati all'Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, versando solo il capitale e i rimborsi spese, senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e aggio. Le scadenze originarie sono state oggetto di successive proroghe da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, con rate distribuite fino al 2027 per chi ha aderito regolarmente.
Chi non ha pagato le rate della rottamazione: le opzioni disponibili
I contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-quater ma che non hanno rispettato le scadenze di pagamento decadono automaticamente dal beneficio. In questo caso, le somme già versate vengono acquisite a titolo di acconto sul debito residuo e non è possibile ottenere rimborsi.
Tuttavia, chi decade dalla rottamazione può valutare il rientro in un piano di rateizzazione ordinario presso l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il D.Lgs. 110/2024 (Riforma della riscossione) ha aggiornato le soglie e le modalità di dilazione:
- Fino a 120 rate mensili (10 anni) per debiti fino a 120.000 euro, senza necessità di dimostrare difficoltà economica (regime a regime dal 2025-2026);
- Fino a 72 rate per i piani ordinari già in corso prima della riforma;
- Possibilità di proroga in presenza di comprovata e grave difficoltà economica.
La strategia di compliance dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione continua a portare avanti campagne di compliance per contattare i contribuenti con posizioni debitorie aperte, informandoli delle opzioni disponibili per regolarizzare la propria situazione. Queste comunicazioni indicano il debito residuo aggiornato e le modalità per richiedere una rateizzazione.
È importante ricordare che il piano di rateizzazione ordinario, a differenza della rottamazione, non prevede sconti su sanzioni e interessi. Rappresenta tuttavia uno strumento fondamentale per evitare azioni esecutive (fermi amministrativi, pignoramenti, ipoteche) e per diluire il debito nel tempo in modo sostenibile.
Si consiglia di verificare sempre la propria posizione debitoria tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione e di rivolgersi a un consulente fiscale per valutare la soluzione più adatta alla propria situazione.