TARI gonfiata sulle unità di pertinenza: hai diritto al rimborso?
La risposta all'interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18 ottobre 2017 ha chiarito in modo definitivo il criterio di calcolo della tassa sui rifiuti (TARI), aprendo la strada a rimborsi per migliaia di contribuenti italiani. Il principio stabilito è ancora pienamente valido e applicabile.
Come si compone la TARI
La tassa sui rifiuti si articola in due componenti:
- Parte fissa: calcolata in ragione della superficie complessiva dell'immobile occupato
- Parte variabile: calcolata in ragione del numero di occupanti del nucleo familiare
La parte variabile, come chiarito dal Ministero dell'Economia, è dovuta una sola volta a prescindere dal numero di unità catastali che compongono l'immobile residenziale.
Esempio pratico di calcolo corretto
Per un'abitazione composta da un A/3 (appartamento) e un C/6 (autorimessa), la TARI si calcola:
- Parte fissa sulla superficie complessiva di tutte le unità
- Parte variabile una sola volta, in base al numero degli occupanti residenti
L'errore commesso da molti Comuni
Diversi comuni italiani, tra cui risultano Milano, Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari, hanno erroneamente applicato la componente variabile per ciascuna unità catastale, moltiplicandola per l'appartamento, il garage, la cantina, ecc. Questo ha comportato un onere fiscale ingiustamente più elevato per i contribuenti.
Puoi ancora richiedere il rimborso nel 2026?
Sì. Il termine di prescrizione per richiedere il rimborso della TARI pagata in eccesso è di 5 anni. Pertanto, nel 2026 è possibile richiedere il rimborso per le annualità dalla 2021 in poi (o dalla data del pagamento indebito, se più recente). È fondamentale agire tempestivamente per non perdere il diritto al recupero delle somme versate in eccesso.
Il riferimento normativo rimane il DPR 27 aprile 1999, n. 158, punto 4.2 dell'allegato 1, che disciplina il calcolo della parte variabile delle tariffe per le utenze domestiche. Numerose sentenze della giurisprudenza tributaria successiva al 2017 hanno confermato l'interpretazione ministeriale, rafforzando ulteriormente la posizione del contribuente.
Come richiedere il rimborso
Per ottenere il rimborso della TARI indebitamente versata è necessario:
- Verificare le bollette TARI degli ultimi 5 anni e controllare se la quota variabile è stata moltiplicata per ciascuna pertinenza
- Presentare apposita istanza di rimborso al Comune, allegando la documentazione comprovante il pagamento in eccesso
- In caso di diniego o mancata risposta entro 90 giorni, è possibile ricorrere alla Commissione Tributaria competente
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