Artigianato Digitale: al via i contributi

Artigianato Digitale: il bando MiSE (Archivio storico)

Nota di aggiornamento (2026): Il bando descritto in questo articolo si riferisce a una misura agevolativa ormai conclusa, con finestra di presentazione delle domande dal 1 al 30 marzo 2017. Le risorse sono esaurite e il programma non è più attivo nella sua forma originale. Per le opportunità attualmente disponibili su manifattura sostenibile e digitalizzazione, si consiglia di consultare il sito ufficiale del MIMIT (ex MiSE) e le misure previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal Piano Transizione 5.0.


Riepilogo storico della misura

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), con decreto direttoriale del 16 dicembre 2016, aveva stabilito i termini e le modalità di presentazione delle domande per l'accesso alle agevolazioni a valere sul bando rivolto alle aggregazioni di imprese attive o che intendevano operare nell'ambito della manifattura sostenibile e dell'artigianato digitale, così come definiti dal D.M. del 21 giugno 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 agosto 2016, n. 190).

Soggetti ammissibili (requisiti storici)

Le istanze potevano essere presentate da reti di imprese (ATI, RTI, Contratti di rete) ovvero consorzi costituiti da almeno 5 imprese, con presenza di imprese artigiane o microimprese in misura almeno pari al 50% dei partecipanti. Era richiesto un accordo di collaborazione già sottoscritto al momento della presentazione della domanda.

Nota strategica ancora attuale

Vale ancora oggi il principio guida di questa misura: nell'ambito degli incentivi per l'internazionalizzazione, la Ricerca & Sviluppo e l'ICT, i contributi più consistenti sono destinati ai progetti presentati in forma aggregata. Le PMI (circa il 95% del tessuto imprenditoriale italiano) sono pertanto incoraggiate ad aggregarsi strategicamente tramite reti d'imprese, raggruppamenti temporanei o consorzi per accedere alle misure agevolative disponibili.

Tipologie di investimento finanziate (riferimento storico)

  • Centri per l'artigianato digitale, anche virtuali, con attività di R&S su software e hardware open source e tecnologie di fabbricazione digitale;
  • Incubatori per lo sviluppo innovativo di imprese nell'ambito dell'artigianato digitale;
  • Centri per servizi di fabbricazione digitale: stampa 3D, prototipazione elettronica avanzata, taglio laser, fresatura a controllo numerico.

Agevolazioni previste (riferimento storico)

  • Finanziamento a tasso zero: 70% delle spese ammissibili (min. 100.000 € – max. 800.000 € al netto IVA);
  • Contributo in conto impianti/gestione: 20% delle spese ammissibili;
  • Durata del programma: da 24 a 36 mesi dalla data del decreto di concessione.

Opportunità attuali per l'artigianato digitale e la manifattura

Per le imprese che oggi intendono investire in digitalizzazione, fabbricazione digitale e manifattura sostenibile, le principali misure attive (da verificare per disponibilità e scadenze aggiornate) includono:

  • Piano Transizione 5.0 (D.L. 19/2024): crediti d'imposta per investimenti in beni strumentali 4.0/5.0 e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili;
  • Nuova Sabatini: finanziamenti agevolati per l'acquisto di beni strumentali, anche digitali;
  • Bandi MIMIT e regionali: verificare periodicamente il portale mimit.gov.it per nuovi bandi dedicati ad aggregazioni di imprese e artigianato digitale;
  • Fondi PNRR: misure dedicate alla digitalizzazione delle PMI e alla transizione verde.

Si raccomanda di rivolgersi a un consulente aziendale o a un'associazione di categoria per identificare le agevolazioni più adatte alla propria situazione e verificare i requisiti aggiornati.

Domande frequenti

Le domande possono essere presentate da reti di imprese (ATI, RTI, Contratti di rete) o consorzi composti da almeno 5 imprese. È obbligatorio che almeno il 50% dei partecipanti siano imprese artigiane o microimprese, e che all'atto della presentazione esista già un accordo di collaborazione firmato, anche tramite scrittura privata.
Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso zero pari al 70% delle spese ammissibili e in un contributo in conto impianti (o conto gestione) pari al 20% delle spese ammissibili. Vengono erogate in 4 quote successive sulla base dei titoli di spesa quietanzati presentati dalle imprese beneficiarie.
Le spese ammissibili, al netto dell'IVA, devono essere comprese tra un minimo di 100.000 euro e un massimo di 800.000 euro. La durata del programma di investimento non può essere inferiore a 24 mesi né superiore a 36 mesi, decorrenti dalla data di ricezione del decreto di concessione.
Non è previsto alcun click day: le domande vengono valutate 'a sportello', ovvero in ordine cronologico di arrivo e fino all'esaurimento delle risorse disponibili. Entro 60 giorni dal termine finale di presentazione, il Ministero effettua le verifiche e pubblica sul proprio sito la graduatoria basata sui punteggi assegnati.
I finanziamenti sono destinati allo sviluppo o alla creazione di centri per l'artigianato digitale (anche virtuali) con attività di R&S su software e hardware open source, incubatori per startup nell'ambito dell'artigianato digitale, e centri per servizi di fabbricazione digitale come stampa 3D, prototipazione elettronica, taglio laser e fresatura a controllo numerico. È inoltre valorizzata la collaborazione con università, istituti di ricerca pubblici e istituzioni scolastiche.