Bonus ristrutturazioni 2020: ecco in cosa consiste

COS'È IL BONUS RISTRUTTURAZIONI?

Il bonus ristrutturazioni è un'agevolazione fiscale strutturale che consente ai contribuenti di detrarre dall'Irpef una percentuale delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio. A partire dal 2025, la Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ha introdotto importanti modifiche: la detrazione rimane al 50% per l'abitazione principale (su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro) per il 2025, mentre scende al 36% per tutti gli altri immobili. Dal 2026 la detrazione scenderà al 36% anche per l'abitazione principale (con tetto di spesa a 96.000 euro) e al 30% per le seconde case. La detrazione viene ripartita in 10 quote annue di pari importo.

QUALI LAVORI RIENTRANO?

L'Agenzia delle Entrate ha precisato quali sono i lavori edilizi per i quali si ha diritto al bonus ristrutturazioni. Si ha diritto al bonus con i seguenti lavori:

  • di manutenzione ordinaria e straordinaria, opere di restauro e di risanamento conservativo e lavori di ristrutturazione edilizia realizzati sulle singole unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze;
  • di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia realizzati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali (i condomini);
  • di ricostruzione o di ripristino degli immobili danneggiati da un evento calamitoso;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche;
  • di bonifica dell'amianto;
  • di prevenzione contro il rischio di atti illeciti (ad esempio le grate sulle finestre per evitare le incursioni dei ladri);
  • di cablatura dell'edificio;
  • di riqualificazione energetica.

CHI NE HA DIRITTO?

Hanno la possibilità di usufruire del bonus ristrutturazioni:

  • il proprietario o nudo proprietario dell'immobile;
  • l'usufruttuario;
  • l'affittuario;
  • il comodatario;
  • i soci di cooperative e di società semplici;
  • gli imprenditori individuali, purché l'immobile da ristrutturare non sia ad uso strumentale;
  • chi esegue in proprio il lavoro di ristrutturazione (la detrazione è valida per le spese di acquisto dei materiali);
  • i condomini, in base alla rispettiva quota millesimale di proprietà.

COME BENEFICIARE DELLA DETRAZIONE?

Per usufruire del bonus ristrutturazioni bisogna prima di tutto indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell'immobile dove sono stati effettuati i lavori. Dopodiché, e per eventuali controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate, occorre conservare questi documenti:

  • la domanda di accatastamento;
  • le ricevute di pagamento dell'Imu;
  • nel caso dei condomini, la delibera dell'assemblea che autorizza i lavori sulle parti comuni dell'edificio e la tabella di ripartizione delle spese;
  • la dichiarazione di consenso ai lavori;
  • le autorizzazioni all'esecuzione delle opere.

I pagamenti dovranno essere effettuati tramite bonifico bancario o postale (cosiddetto bonifico parlante), indicando:

  • come causale del versamento: «Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'art. 16-bis del Dpr 917/1986»;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o partita Iva del destinatario del bonifico.

Se i lavori interessano le parti comuni di un condominio, bisogna indicare il codice fiscale del condominio oltre a quello dell'amministratore o del singolo condomino che effettua il versamento.

Infine, nel caso in cui ci siano interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche (ad esempio l'installazione di pannelli solari o fotovoltaici), è necessaria la comunicazione all'ENEA contenente i dati sulle spese di ristrutturazione. La comunicazione va inviata telematicamente sul sito dell'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Nota bene: a partire dal 1° gennaio 2024, le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura per il bonus ristrutturazioni ordinario (ex art. 16-bis) non sono più disponibili per i nuovi interventi, a seguito delle restrizioni introdotte dal D.L. 11/2023 (Decreto Cessioni). La detrazione è quindi fruibile esclusivamente in dichiarazione dei redditi dal contribuente avente diritto.

Domande frequenti

Il bonus ristrutturazioni 2020 prevede una detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione di un immobile. La detrazione è applicabile su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro, consentendo di recuperare fino a 18.240 euro suddivisi in 10 quote annue di pari importo.
Possono richiedere il bonus ristrutturazioni diverse categorie di soggetti, tra cui il proprietario o nudo proprietario dell'immobile, l'usufruttuario, l'affittuario, il comodatario, i soci di cooperative e società semplici, gli imprenditori individuali (purché l'immobile non sia strumentale) e i condomini in base alla propria quota millesimale. Anche chi esegue in proprio i lavori può beneficiare della detrazione limitatamente alle spese di acquisto dei materiali.
Rientrano nel bonus ristrutturazioni i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari o parti comuni condominiali. Sono inclusi anche interventi come l'abbattimento delle barriere architettoniche, la bonifica dell'amianto, la realizzazione di autorimesse, la cablatura dell'edificio e le opere di prevenzione contro atti illeciti.
I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale con una causale specifica che richiami l'art. 16-bis del DPR 917/1986, indicando il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita IVA del destinatario del bonifico. Nel caso di lavori sulle parti comuni condominiali, occorre indicare anche il codice fiscale del condominio oltre a quello dell'amministratore o del condomino che effettua il versamento.
Per eventuali controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate è necessario conservare la domanda di accatastamento, le ricevute di pagamento dell'IMU, la dichiarazione di consenso ai lavori e le autorizzazioni all'esecuzione delle opere. In caso di lavori condominiali occorre conservare anche la delibera assembleare che autorizza i lavori e la tabella di ripartizione delle spese.