Fondi Europei: la nuova programmazione 2021-2027

Fondi Europei: la programmazione 2021-2027 in piena attuazione

Con il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027, la Commissione Europea ha stanziato impegni per circa 1.074,3 miliardi di euro in prezzi 2018 (circa 1.210 miliardi in prezzi correnti), ai quali si aggiungono le risorse straordinarie di NextGenerationEU.

La Commissione UE, attraverso il documento "Orientamenti in materia di investimenti finanziati dalla politica di coesione 2021-2027 per l'Italia", ha definito i settori d'investimento prioritari per il nostro Paese. Nel 2026, la programmazione è ormai pienamente operativa: tutti i principali Programmi Operativi Nazionali (PON) e Regionali (POR) sono stati approvati dalla Commissione Europea e sono in fase di attuazione.

All'Italia è stata assegnata una quota pari a circa 43,5 miliardi di euro di fondi strutturali e di coesione (FESR, FSE+, Fondo di Coesione), incrementata rispetto al ciclo precedente anche per tener conto degli impatti della crisi economica e di una revisione del metodo di calcolo che privilegia il sostegno al Sud Europa.

Le quote di co-finanziamento nazionale dei programmi sono:

  • 60% per le aree più sviluppate,
  • 45% per quelle in transizione e
  • 30% per quelle meno sviluppate e per il Fondo di coesione.

La programmazione 2021-2027 è strutturata attorno a cinque Obiettivi di Policy (OP), che rappresentano i pilastri fondamentali degli investimenti:

  • OP1 – Un'Europa più intelligente (ricerca, innovazione, digitalizzazione e PMI)
  • OP2 – Un'Europa più verde (transizione ecologica ed economia circolare)
  • OP3 – Un'Europa più connessa (mobilità e infrastrutture digitali)
  • OP4 – Un'Europa più sociale (diritti sociali, occupazione, istruzione e inclusione)
  • OP5 – Un'Europa più vicina ai cittadini (sviluppo urbano, rurale e costiero)

Ricerca & Sviluppo

La spesa italiana per Ricerca & Sviluppo rimane al di sotto della media europea, attestandosi intorno all'1,3% del PIL contro una media UE superiore al 2%. I programmi operativi attivi nel 2026 puntano a rafforzare le capacità di ricerca e innovazione, anche attraverso le Strategie di Specializzazione Intelligente (S3) nazionali e regionali aggiornate.

Particolare attenzione è rivolta alla collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese, con l'obiettivo di trasformare i risultati della ricerca in prodotti e servizi innovativi commercialmente sostenibili, aumentando il numero e la dimensione delle imprese innovative italiane.

Digitalizzazione

Gli investimenti per la digitalizzazione sono tra i più rilevanti del ciclo 2021-2027, in sinergia con le misure del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). L'obiettivo è promuovere l'adozione di tecnologie digitali da parte di cittadini, imprese e pubblica amministrazione, con focus su: competenze digitali nelle PMI, commercio elettronico, pagamenti digitali, cloud computing, Internet delle Cose (IoT), cybersicurezza e intelligenza artificiale.

PMI

Le piccole e medie imprese italiane presentano ancora livelli di produttività e crescita inferiori alla media europea. I fondi europei 2021-2027 sostengono le PMI attraverso investimenti in imprenditorialità, competenze manageriali e finanziarie, transizione industriale e green economy.

La nuova programmazione rafforza inoltre il supporto all'internazionalizzazione delle PMI, favorendo la loro partecipazione alle catene globali del valore, anche tramite cluster e reti di cooperazione interregionali ed europei.

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Domande frequenti

All'Italia sono stati destinati 43,4 miliardi di euro nell'ambito della programmazione 2021-2027. Questa quota è aumentata del 6% rispetto al periodo precedente, sia a causa della crisi economica sia per una modifica del criterio di redistribuzione che favorisce il Sud Europa.
Le quote di co-finanziamento nazionale variano in base al livello di sviluppo delle aree: 60% per le aree più sviluppate, 45% per quelle in transizione e 30% per quelle meno sviluppate e per il Fondo di coesione. Questo meccanismo mira a garantire un contributo proporzionato da parte degli Stati membri in base alle loro capacità economiche.
Le priorità della nuova programmazione includono ricerca e innovazione, economia digitale, sostegno ai giovani, gestione delle frontiere, sicurezza e difesa. I pilastri strutturali comprendono anche ricerca e sviluppo, diffusione delle tecnologie, ambiente ed economia circolare, ICT, diritti sociali e sviluppo urbano, rurale e costiero.
Il documento della Commissione UE evidenzia la scarsa attività di ricerca, la limitata capacità di crescita delle PMI e la difficoltà di alcune regioni nell'utilizzare i fondi disponibili. Inoltre, viene sottolineata la bassa capacità amministrativa nella gestione dei fondi strutturali, che porta a un tasso di assorbimento inferiore alla media europea in alcune regioni e programmi nazionali.
I fondi europei 2021-2027 puntano a migliorare la produttività e la crescita delle PMI italiane, che risultano attualmente al di sotto della media europea. Gli investimenti promuoveranno l'imprenditorialità, le competenze manageriali e finanziarie, la transizione industriale e l'internazionalizzazione, anche attraverso la partecipazione a reti di cooperazione e cluster interregionali.