Nudo proprietario e detrazione fiscale

Il nudo proprietario ha diritto alla detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione edilizia?

 

Tutti i soggetti passivi IRPEF hanno diritto alla detrazione delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio su immobili di proprietà o su immobili per i quali detengono un titolo idoneo (art. 16-bis, co. 1 del TUIR).

In particolare, possono accedere alla detrazione fiscale i seguenti soggetti:

  • proprietario
  • nudo proprietario
  • usufruttuario
  • titolare di diritto di abitazione o superficie
  • inquilino
  • comodatario previa registrazione del contratto di comodato
  • soci di cooperative edilizie e soci di società semplici
  • familiare (coniuge, parenti entro 3° grado, affini entro 2° grado) privo di diritto reale ma residente con il possessore o detentore dell'immobile

 

Di conseguenza, al verificarsi di tutte le condizioni di legge, anche il nudo proprietario gode della detrazione relativa alle spese che ha sostenuto o che sono effettivamente rimaste a suo carico.

Però, nel limite della capienza IRPEF, cioè: la detrazione spetta nei limiti dell'IRPEF netta sostenuta ogni anno. Dunque, la detrazione eccedente non è recuperabile o rimborsabile.

 

Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), il bonus ristrutturazioni è confermato con le seguenti aliquote:

  • Per interventi su abitazione principale: detrazione del 50% su un importo massimo di 96.000 euro per unità immobiliare per l'anno 2025, che scenderà al 36% dal 2026.
  • Per interventi su altri immobili (diversi dall'abitazione principale): detrazione del 36% su un importo massimo di 48.000 euro per unità immobiliare.

Per gli interventi di risparmio energetico (Ecobonus), le aliquote variano in base alla tipologia dell'intervento e all'immobile interessato; si consiglia di verificare la normativa vigente o consultare un professionista per i dettagli aggiornati.

 

Con la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è cumulabile anche la detrazione prevista per l'acquisto di mobili e/o elettrodomestici (almeno di classe A per i forni, E per le lavatrici e i frigoriferi, in base alle nuove etichette energetiche). Per il 2025, la detrazione è pari al 50% su un importo massimo di spesa di 5.000 euro.

 

Attenzione: la normativa fiscale è soggetta a frequenti aggiornamenti. Si raccomanda di verificare le disposizioni vigenti al momento dell'intervento e di consultare un professionista abilitato per una valutazione personalizzata.

Domande frequenti

Sì, il nudo proprietario ha diritto alla detrazione fiscale per le spese di recupero del patrimonio edilizio ai sensi dell'art. 16-bis, co. 1 del TUIR. La detrazione spetta nei limiti dell'IRPEF netta dovuta ogni anno, e l'eventuale eccedenza non è né recuperabile né rimborsabile.
Possono accedere alla detrazione tutti i soggetti passivi IRPEF che possiedono o detengono un titolo idoneo sull'immobile, tra cui proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, titolari di diritto di abitazione, inquilini, comodatari e familiari conviventi. Anche i soci di cooperative edilizie e di società semplici rientrano tra i beneficiari.
Sì, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è cumulabile con la detrazione del 50% prevista per l'acquisto di mobili e/o elettrodomestici di almeno classe A+. La spesa massima ammessa per il bonus mobili è pari a 10.000 euro.
La capienza IRPEF indica che la detrazione può essere fruita solo fino a concorrenza dell'imposta netta dovuta nell'anno di riferimento. Se la detrazione calcolata supera l'IRPEF dovuta, la parte eccedente viene persa in quanto non è né rimborsabile né riportabile agli anni successivi.
Sì, il comodatario può accedere alla detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione, ma è necessario che il contratto di comodato sia stato regolarmente registrato. In assenza di registrazione, il comodatario non è considerato titolare di un titolo idoneo ai fini della detrazione.