La Pianificazione Finanziaria e di Cassa è una Valida Soluzione alla Crisi Aziendale
I sistemi di controllo di gestione e la pianificazione economico-finanziaria costituiscono uno strumento essenziale di cui il management aziendale deve disporre per valutare ex ante la fattibilità della strategia aziendale. Il D. Lgs. nr. 14 del 12/01/2019, istitutivo del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII), e le sue successive modifiche — in particolare il D. Lgs. 83/2022 (che ha recepito la Direttiva UE 2019/1023 cd. "Insolvency") e il D. Lgs. 136/2024 — valorizzano tali strumenti per la tempestiva rilevazione dello stato di crisi e per la conseguente adozione di idonee iniziative.
L'art. 2 del CCII definisce la crisi quale stato di difficoltà economico-finanziaria che porti all'insolvenza dell'impresa in termini di flussi di cassa prospettici nel far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate. Se lo stato attuale della gestione evidenzia un buon equilibrio economico-finanziario, ma si prevede che in prospettiva i flussi di cassa non riusciranno a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate, l'azienda è già in stato di crisi e gli amministratori devono intervenire con azioni correttive.
Prendendo in esame l'art. 3 CCII, ripreso e rafforzato dall'art. 2086 cod. civ. (come modificato dalla riforma del diritto societario), è dovere dell'imprenditore rilevare tempestivamente lo stato di crisi dell'impresa e attuare gli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale. Con le modifiche introdotte dal D. Lgs. 83/2022, il legislatore ha eliminato il precedente sistema degli OCRI (Organismi di Composizione della Crisi d'Impresa) sostituendolo con la Composizione Negoziata della Crisi (introdotta dal D.L. 118/2021 e stabilizzata nel CCII), uno strumento stragiudiziale volto a favorire il risanamento precoce dell'impresa con il supporto di un esperto indipendente.
In che modo l'imprenditore può adempiere ai propri obblighi? Occorre progettare e implementare un modello di analisi, pianificazione economico-finanziaria e reporting gestionale che consenta di mettere in correlazione le azioni gestionali rispetto agli obiettivi di raggiungimento di una condizione di equilibrio, tale da ridurre il rischio che si possa incorrere nel breve-medio termine in uno scenario di crisi.
La struttura del modello prevede:
- Impostazione del sistema di controllo di gestione e reporting economico-finanziario con cui misurare la performance (mensilmente)
- Elaborazione del piano industriale strutturato in tanti budget annuali con cui definire gli obiettivi economico-finanziari di medio periodo e la relativa strategia
- Elaborazione del budget economico-finanziario-patrimoniale per ciascuno degli anni, definendo la performance reddituale
- Misurazione della performance gestionale utilizzando il sistema di controllo di gestione
- Analisi degli scostamenti rispetto al budget, elaborazione del forecast ed eventuale revisione del budget residuo e del piano industriale iniziale
Trattasi di un modello che consente di delineare anticipatamente lo scenario nell'ambito del quale definire le azioni che il management deve adottare per raggiungere gli obiettivi gestionali, con particolare attenzione alle novità introdotte dal CCII e dai suoi successivi aggiornamenti normativi.
Il budget è il principale strumento contabile adatto alla gestione prospettica e, una volta costruito, condiviso e adottato, il sistema di controllo di gestione deve consentire, attraverso il confronto periodico fra budget e reporting, di verificare l'andamento gestionale e di operare le adeguate azioni correttive con lo scopo principale di preservare la continuità aziendale.
In riferimento al budget, distinguiamo il budget provvisorio (verifica iniziale del raggiungimento di obiettivi predefiniti) dal budget definitivo (verifica finale del raggiungimento di obiettivi predefiniti).
In particolare, il budget provvisorio include quattro parametri input (budget economico gestione operativa, budget investimenti, budget parametri capitale circolante netto operativo, budget fabbisogni finanziari pregressi) a seguito dei quali è possibile l'elaborazione del budget dei flussi finanziari, che ha consentito di formulare la valutazione di fattibilità del piano finanziario anche in termini di sostenibilità del debito.
Accertata la fattibilità finanziaria del budget provvisorio, si procede con la predisposizione del budget di cassa, il quale, essendo finalizzato a determinare la dinamica temporale allo scopo di accertare la sostenibilità rispetto alle coperture disponibili, rappresenta lo strumento operativo fondamentale per monitorare la liquidità aziendale nel breve periodo e prevenire situazioni di insolvenza. È opportuno ricordare che, nell'attuale quadro normativo, le liste di controllo particolareggiate e i protocolli di conduzione della composizione negoziata pubblicati dal MISE (oggi MIMIT) forniscono ulteriori indicazioni operative per la redazione di piani di risanamento credibili e sostenibili.