Pubblicità: arriva il credito d'imposta del 90% della spesa

Credito d'imposta sulla pubblicità: come funziona oggi

Il credito d'imposta sugli investimenti pubblicitari, originariamente introdotto dall'articolo 57-bis del D.L. nr. 50/2017, è rimasto uno strumento strutturale di agevolazione fiscale per imprese e lavoratori autonomi, ma ha subito numerose modifiche nel corso degli anni. Di seguito una panoramica aggiornata al 2026.

A chi spetta il credito d'imposta

Il beneficio è rivolto a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie su mezzi di informazione qualificati. Le microimprese, le PMI e le startup innovative continuano a essere le categorie maggiormente avvantaggiate dalla misura.

Quali investimenti sono ammissibili

Sono agevolabili gli investimenti pubblicitari effettuati su:

  • Stampa quotidiana e periodica, anche in formato digitale (testate iscritte al ROC)
  • Emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali

Attenzione: dal 2023 in poi la pubblicità sui grandi broadcaster nazionali e sulle piattaforme digitali internazionali (es. Google Ads, Meta Ads) non rientra tra le spese agevolabili. Verificare sempre la normativa vigente per l'anno di riferimento.

Misura del credito d'imposta

La percentuale del credito d'imposta varia in base alla Legge di Bilancio applicabile all'anno di riferimento. Negli ultimi anni il beneficio è stato generalmente riconosciuto nella misura del 75% delle spese incrementali (ossia quelle che superano di almeno l'1% gli analoghi investimenti dell'anno precedente), con possibilità di elevazione al 90% per le PMI e le startup innovative, nei periodi in cui tale maggiorazione è stata confermata dalla norma annuale. È indispensabile verificare le aliquote specifiche stabilite dalla Legge di Bilancio relativa all'anno d'imposta di interesse.

Come si accede al beneficio

La procedura di accesso si articola in due fasi telematiche, gestite tramite i servizi online dell'Agenzia delle Entrate:

  1. Comunicazione preventiva (prenotazione): da presentare nel mese di marzo dell'anno in cui si sostengono le spese (o entro il 31 gennaio dell'anno successivo per gli investimenti dell'anno precedente, secondo le istruzioni annuali).
  2. Dichiarazione a consuntivo: da presentare entro il mese di febbraio dell'anno successivo a quello di sostenimento delle spese, per confermare gli investimenti effettivamente realizzati.

Il credito riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. nr. 241/1997.

Importante: verificare la normativa annuale

Il credito d'imposta sulla pubblicità viene confermato, prorogato o modificato annualmente dalla Legge di Bilancio. Prima di pianificare gli investimenti pubblicitari, è fondamentale consultare la normativa aggiornata per l'anno d'imposta di riferimento e, se necessario, affidarsi a un consulente fiscale per valutare la corretta applicazione del beneficio.

Domande frequenti

Il credito d'imposta sugli investimenti pubblicitari è un'agevolazione fiscale introdotta dall'articolo 57-bis del D.L. nr. 50/2017 (Manovra Correttiva 2017), rivolta a imprese e lavoratori autonomi che effettuano campagne pubblicitarie. Il beneficio consiste in un credito d'imposta pari al 75% delle spese incrementali in pubblicità, elevato al 90% per microimprese, PMI e startup innovative.
Inizialmente il D.L. 50/2017 prevedeva l'agevolazione solo per la pubblicità su mezzi editoriali tradizionali, ovvero stampa quotidiana e periodica ed emittenti televisive e radiofoniche locali. Con il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2018 (D.L. 148/2017), il credito è stato esteso anche ai mezzi digitali, come giornali e testate online.
Il credito d'imposta si applica sulla parte di spesa pubblicitaria che supera di almeno l'1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi nel periodo d'imposta precedente. Ad esempio, dal 2018 in poi, si confronta la spesa dell'anno corrente con quella sostenuta nell'anno precedente, e il credito si calcola solo sull'eccedenza rispetto a tale soglia minima.
L'aliquota elevata al 90% è riservata alle microimprese, alle piccole e medie imprese (PMI) e alle startup innovative, come definite dalla normativa vigente. Per tutti gli altri soggetti (imprese di maggiori dimensioni e lavoratori autonomi) l'aliquota ordinaria del credito d'imposta è pari al 75% delle spese incrementali ammissibili.
Il credito d'imposta sulla pubblicità può essere utilizzato esclusivamente in compensazione ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. nr. 241/1997. La sua fruizione è subordinata alla presentazione di un'apposita istanza al Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è disponibile a partire dal 2018 per le spese sostenute dal 24 giugno 2017.