ISEE e piccole imprese: un problema ancora aperto
Il calcolo dell'ISEE continua a basarsi su un criterio che penalizza le imprese in contabilità semplificata e nei regimi agevolati (regime forfetario), in quanto non considera adeguatamente le passività correnti nella determinazione del patrimonio netto aziendale. Questo determina una sopravvalutazione della situazione economica di artigiani, commercianti e professionisti rispetto alle imprese in contabilità ordinaria, solitamente di dimensioni maggiori.
La problematica, già segnalata in passato anche attraverso un'interrogazione parlamentare in Commissione Finanze della Camera dei Deputati (interrogazione 5-07742/2016), non ha ancora trovato una soluzione normativa definitiva, nonostante i numerosi approfondimenti tecnici avviati dai competenti Ministeri.
Soggetti in contabilità semplificata
Sono soggetti alla contabilità semplificata (art. 18 DPR n. 600/73) le imprese che nell'esercizio precedente non hanno superato i seguenti limiti di ricavi:
- 500.000 euro per attività di prestazioni di servizi
- 800.000 euro per le altre attività (artigiani e commercianti)
Inoltre:
- I professionisti possono optare per la contabilità semplificata a prescindere dal fatturato
- Le società di capitali sono sempre in contabilità ordinaria
Assegno di Inclusione (ADI): il nuovo strumento di sostegno al reddito
Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato definitivamente sostituito dall'Assegno di Inclusione (ADI), disciplinato dal Decreto Legislativo n. 48/2023 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 85/2023). Si tratta di una misura di sostegno economico e di inclusione sociale destinata ai nuclei familiari in condizioni di fragilità.
Chi può presentare domanda
Possono accedere all'ADI i cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di soggiorno UE di lungo periodo, o titolari di protezione internazionale, residenti in Italia da almeno cinque anni (di cui gli ultimi due in modo continuativo).
Requisiti anagrafici
Il nucleo familiare deve includere almeno uno dei seguenti soggetti:
- Un componente con disabilità o non autosufficienza
- Un componente minorenne
- Un componente con almeno 60 anni di età
- Un componente in condizione di svantaggio e inserito in programmi di cura certificati dai servizi sociali
Requisiti economici (valori 2024-2025)
- ISEE non superiore a 9.360 euro
- Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza), elevato a 7.560 euro se il nucleo è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o con gravi disabilità
- Patrimonio immobiliare (esclusa l'abitazione principale) non superiore a 30.000 euro
- Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato in base al numero dei componenti e alla presenza di disabili)
Misura del sussidio
L'Assegno di Inclusione è composto da due quote:
- Una quota A a integrazione del reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro annui (500 euro mensili), elevata a 7.560 euro per nuclei composti da over 67 o persone con disabilità grave
- Una quota B a sostegno dei costi di locazione, pari a 280 euro mensili per chi vive in affitto (150 euro per chi vive in strutture di accoglienza)
Il beneficio è erogato tramite la Carta di Inclusione e ha una durata di 18 mesi, rinnovabile per periodi di 12 mesi previa sospensione di almeno un mese.
Come presentare domanda
La domanda può essere presentata:
- Tramite il portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
- Presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF)
- Tramite i servizi sociali del proprio Comune
Il problema ISEE per le piccole imprese resta irrisolto
Anche con il nuovo Assegno di Inclusione, il criterio di calcolo dell'ISEE per i titolari di imprese in contabilità semplificata e in regime forfetario rimane invariato e continua a penalizzare ingiustamente i piccoli imprenditori. Chi si trovasse in questa situazione è fortemente consigliato di rivolgersi a un CAF o a un consulente del lavoro per verificare la corretta compilazione della DSU e valutare eventuali strumenti di tutela disponibili.