Regime forfettario 2024: tra conferme e novità, ecco cosa c'è da sapere

Regime forfettario 2026: tra conferme e novità, ecco cosa c'è da sapere

Il regime forfettario, introdotto dalla Legge 190/2014 art.1, commi da 54 a 89, rappresenta una scelta vantaggiosa per molti contribuenti, offrendo un sistema di tassazione semplificato e un'imposta sostitutiva ridotta. In questo articolo analizziamo le regole vigenti nel 2026, con un focus sull'IVA, sulla fatturazione elettronica e sui vantaggi offerti da questo regime.

Regime forfettario: cos'è e come funziona

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato dedicato alle piccole partite IVA che svolgono attività d'impresa, arti o professioni. Il regime offre una serie di semplificazioni contabili e fiscali, tra cui:

  • Imposta sostitutiva: I contribuenti in regime forfettario versano un'imposta sostitutiva dell'IRPEF, delle addizionali comunali e regionali e dell'IRAP, con un'aliquota al 15% (o al 5% per i primi 5 anni di attività per le categorie di contribuenti che ne hanno diritto).
  • Semplificazioni contabili: Non è necessario tenere la contabilità ordinaria, ma solo una semplice contabilità di cassa. Sono previsti esoneri dall'iscrizione al VIES e da altri adempimenti contabili ordinari.
  • IVA: I contribuenti in regime forfettario non applicano l'IVA sulle fatture emesse ai clienti, pur potendo detrarre l'IVA sugli acquisti di beni e servizi strumentali all'attività.
  • Contributi previdenziali: I contribuenti in regime forfettario versano i contributi previdenziali INPS secondo le regole previste dalla propria cassa di appartenenza o dalla Gestione Separata INPS.

Per accedere al regime forfettario, è necessario comunicare la propria scelta all'Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello in cui si vuole applicare il regime. La comunicazione può essere effettuata telematicamente o tramite raccomandata.

Le regole confermate per il 2026 del regime forfettario

  • Limite di fatturato: La soglia di accesso al regime forfettario rimane fissata a 85.000 euro. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti con la Legge di Bilancio 2026, poiché questa soglia può essere soggetta a revisione annuale.
  • Imposta sostitutiva: L'aliquota dell'imposta sostitutiva si conferma al 15% per i contribuenti in regime forfettario, con la riduzione al 5% per le nuove attività nei primi 5 anni.
  • Semplificazioni contabili: Permane la possibilità di usufruire di una contabilità semplificata, con esonero da IVA, IRAP, tenuta delle scritture contabili ordinarie e registrazione dei beni strumentali.

Regime forfettario: le principali regole operative nel 2026

  • Fatturazione elettronica: L'obbligo di fatturazione elettronica è in vigore per tutti i contribuenti in regime forfettario dal 1° gennaio 2024. Nel 2026 questo obbligo è pienamente consolidato: tutte le fatture devono essere emesse e trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate.
  • Pagamento IVA: I forfettari che effettuano acquisti da soggetti IVA esteri o in situazioni di inversione contabile devono versare l'IVA all'Erario tramite il meccanismo del reverse charge, come stabilito dalla normativa vigente.
  • Contributi previdenziali: I contribuenti forfettari sono tenuti a versare i contributi previdenziali secondo le regole della propria gestione INPS di riferimento. Si raccomanda di verificare le aliquote e i minimali aggiornati per il 2026 direttamente sul sito INPS o tramite un consulente fiscale.

IVA e fatturazione elettronica nel regime forfettario

I contribuenti in regime forfettario non applicano l'IVA sulle fatture emesse ai clienti. Questo significa che i prezzi indicati nelle fatture non evidenziano alcuna aliquota IVA, e il documento deve riportare la dicitura di esonero prevista dalla normativa.

Tuttavia, i forfettari possono detrarre l'IVA sugli acquisti di beni e servizi strumentali all'attività mediante la compilazione di un apposito registro.

Dal 1° gennaio 2024, e confermato nel 2026, l'obbligo di fatturazione elettronica è esteso a tutti i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dal fatturato. Le fatture elettroniche devono essere emesse e trasmesse al Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate.

Per emettere fatture elettroniche, i forfettari possono utilizzare diversi strumenti:

  • Software gratuito: Sono disponibili diversi software gratuiti per la fatturazione elettronica, tra cui la soluzione messa a disposizione direttamente dall'Agenzia delle Entrate sul portale ufficiale.
  • Software a pagamento: Esistono numerosi software a pagamento con funzionalità avanzate, tra cui gestione automatica delle scadenze, archiviazione e integrazione con la contabilità.

Nota: Le informazioni contenute in questo articolo sono aggiornate alla normativa vigente nel 2026. Si consiglia sempre di verificare eventuali aggiornamenti normativi con un consulente fiscale di fiducia o consultando il sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

Per il 2024, il limite di fatturato per accedere al regime forfettario è confermato a 85.000 euro, come stabilito dalla Legge di bilancio 2023. Superare questa soglia durante l'anno comporta la fuoriuscita dal regime agevolato a partire dall'anno successivo.
Sì, dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso a tutti i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dal fatturato. Le fatture devono essere emesse e trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate.
No, i contribuenti in regime forfettario non applicano l'IVA sulle fatture emesse ai clienti, quindi i prezzi indicati non evidenziano alcuna aliquota IVA. Tuttavia, possono detrarre l'IVA sugli acquisti di beni e servizi strumentali all'attività tramite un apposito registro.
L'aliquota dell'imposta sostitutiva per il regime forfettario è del 15% per la maggior parte dei contribuenti. Per i primi 5 anni di attività, alcune categorie di contribuenti possono beneficiare di un'aliquota ridotta al 5%, rendendo il regime particolarmente vantaggioso per le nuove attività.
Per accedere al regime forfettario è necessario comunicare la propria scelta all'Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime. La comunicazione può essere effettuata telematicamente oppure tramite raccomandata.