Rottamazione cartelle delle Casse professionali

Sono da rottamare anche le cartelle per i contributi dovuti alle Casse professionali. Grazie agli strumenti di definizione agevolata previsti dalla normativa vigente, è possibile cancellare le sanzioni e gli interessi di mora accumulati sui contributi previdenziali omessi.

Il quadro normativo: dalla Rottamazione-uno alla Rottamazione-quater

Nel corso degli anni il legislatore ha introdotto diverse edizioni della cosiddetta "rottamazione delle cartelle", a partire dal D.L. 193/2016 fino alla più recente Rottamazione-quater prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 co. 231 e ss.), che ha consentito la definizione agevolata dei carichi affidati all'Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. I contribuenti interessati hanno beneficiato di proroghe successive per la presentazione delle domande e per il pagamento delle rate.

Le esclusioni dalla definizione agevolata

La normativa sulla rottamazione esclude tassativamente alcune categorie di debiti:

  • le risorse comunitarie quali dazi e accise;
  • l'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;
  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • le sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada: in questo caso la definizione agevolata riguarda soltanto gli interessi.

Le cartelle delle Casse professionali sono rottamabili

Poiché i contributi previdenziali dovuti alle Casse professionali (avvocati, commercialisti, ingegneri, geometri, ecc.) non rientrano tra le esclusioni tassative, anche le relative cartelle possono essere oggetto di definizione agevolata. Le Casse professionali sono autonome rispetto all'INPS e affidano la riscossione dei propri crediti previdenziali, maggiorati da sanzioni spesso molto elevate, all'Agenzia delle Entrate-Riscossione (che ha sostituito Equitalia a partire dal 1° luglio 2017).

Cosa si paga e cosa si risparmia

Per effetto della rottamazione, il professionista con una cartella per contributi alla propria Cassa professionale è tenuto a pagare soltanto:

  • contributi omessi;
  • interessi legali;
  • aggio di riscossione;
  • altre spese di riscossione (notifica, spese eventuali di recupero, ecc.).

Le sanzioni e gli interessi di mora vengono completamente stralciati. Il risparmio complessivo può arrivare anche al 50% dell'importo attualmente in carico all'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Attenzione: le scadenze e le modalità di pagamento variano in base all'edizione della rottamazione applicabile alla propria situazione. Si consiglia di verificare la propria posizione debitoria sul sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione e di rivolgersi a un consulente fiscale per valutare le opzioni agevolative attualmente in vigore.

Domande frequenti

Sì, le cartelle relative ai contributi dovuti alle Casse professionali possono essere oggetto di rottamazione, poiché non rientrano nelle esclusioni tassative previste dalla normativa. Le Casse professionali, essendo autonome dall'INPS, affidano solitamente la riscossione dei crediti previdenziali ad Equitalia, rendendo così applicabile la definizione agevolata.
Con la rottamazione vengono cancellate le sanzioni e gli interessi di mora applicati dalla Cassa professionale sui contributi omessi, che possono essere molto elevati. Il risparmio complessivo può arrivare fino al 50% dell'importo attualmente in carico all'agente della riscossione.
Dopo la rottamazione, il professionista è tenuto a pagare esclusivamente i contributi omessi, gli interessi legali, l'aggio di riscossione e le altre spese di riscossione (come la notifica e le eventuali spese di recupero). Le sanzioni e gli interessi di mora, invece, vengono completamente stralciati.
Sono escluse in modo tassativo le risorse comunitarie (dazi e accise), l'IVA riscossa all'importazione, le somme per recupero di aiuti di Stato, i crediti da condanne della Corte dei Conti e le sanzioni penali. Per le sanzioni amministrative al codice della strada, la definizione agevolata riguarda soltanto gli interessi e non le sanzioni stesse.
Il debito residuo può essere pagato in un'unica soluzione oppure in 5 rate. Il piano di pagamento prevede che il 70% dell'importo venga versato nel corso del 2017 e il restante 30% entro settembre 2018.