Indici patrimoniali e rating secondo gli Accordi di Basilea
In base agli accordi di Basilea, le conseguenze più rilevanti dei rapporti tra le banche e le aziende sono dovute all'importanza che i processi di rating assumono sia ai fini di concessione del credito che nella determinazione delle condizioni finanziarie. Dopo Basilea 1 e Basilea 2, il framework regolamentare si è evoluto significativamente: Basilea 3, recepito nell'Unione Europea tramite la direttiva CRD IV e il regolamento CRR (applicati dal 2013 e aggiornati con CRR2/CRD5 nel 2019), ha introdotto requisiti patrimoniali più stringenti, nuovi buffer di capitale e requisiti di liquidità. Dal 2025 è in fase di implementazione progressiva Basilea 4 (recepito come CRR3/CRD6), che rivede ulteriormente gli approcci standardizzati e l'utilizzo dei modelli interni.
L'obiettivo fondamentale rimane invariato: garantire che il patrimonio delle banche sia sufficiente per far fronte a situazioni di crisi e, in particolar modo, a casi di insolvenza da parte dei clienti. Il capitale di riserva delle banche dipende direttamente dalla qualità e dalle caratteristiche dei prestiti concessi. Pertanto, quanto maggiore è la rischiosità del cliente, tanto maggiori potranno essere gli oneri e tanto più stringenti le condizioni per il prestito.
Nel framework di Basilea 3 (e Basilea 4), il rischio di credito continua a essere determinato da quattro variabili fondamentali:
- Probabilità di inadempienza (PD): esprime la probabilità che il soggetto finanziato non sia in grado, per qualsiasi ragione, di adempiere integralmente alla restituzione del finanziamento alla scadenza
- Perdita in caso di inadempienza (LGD): consiste nella percentuale presunta di perdita rispetto al credito complessivamente erogato in caso di inadempienza
- Esposizione in caso di inadempienza (EAD): è il valore del finanziamento o il valore che prudenzialmente può essere considerato a rischio al momento del calcolo dei requisiti minimi di capitale
- Scadenza effettiva (M): è la scadenza contrattuale del finanziamento
Basilea 3 ha inoltre introdotto importanti novità rispetto a Basilea 2, tra cui: il Capital Conservation Buffer (2,5% degli RWA), il Countercyclical Buffer (fino al 2,5%), i requisiti di liquidità a breve termine (LCR) e a lungo termine (NSFR), e il Leverage Ratio minimo del 3%. Con CRR3/Basilea 4, in vigore dal 1° gennaio 2025, vengono introdotti ulteriori vincoli all'uso dei modelli interni (IRB) e un output floor del 72,5% rispetto all'approccio standardizzato.
Le variabili quantitative
Sono quelle che alimentano i sistemi di scoring e sono, per definizione, alla base della piramide del processo che conduce al rating. Si tratta di elementi di grande importanza, perché sono caratterizzati dalla maggiore oggettività. Grazie a tale oggettività, i modelli di elaborazione possono pervenire a valutazioni univoche, indipendenti dall'intervento di un valutatore umano. Non a caso, quasi sempre il perfezionamento di questa parte della procedura di rating è affidato a modelli di elaborazione automatici, oggi sempre più potenziati da tecniche di machine learning e intelligenza artificiale.
Il risultato di queste elaborazioni automatiche è di regola definito scoring anziché rating, per sottolineare che la valutazione è di tipo quantitativo e oggettivo. Lo scoring ha il pregio dell'assoluta oggettività, ma non possiede l'elasticità necessaria a tener conto degli elementi qualitativi, delle eccezioni e dei casi particolari. La valutazione di affidabilità complessiva è invece molto complessa, poiché l'influenza di questi aspetti è troppo significativa per poter essere ignorata.
L'analisi di bilancio
Ormai tutte le banche hanno sostituito o integrato la tradizionale valutazione del settorista con un'analisi automatica fornita da un sistema di scoring. I sistemi di scoring prevedono una valutazione di tipo oggettivo di elementi quantitativi (bilanci, eventuali altri rendiconti finanziari, dati interni di evoluzione dei rapporti). L'analisi del bilancio risulta essere elemento di valutazione di importanza critica e viene svolta in via primaria dal sistema di scoring. Il modello di scoring funziona in questo modo:
- elabora alcuni indici significativi
- assegna un punteggio a ciascun indice attraverso un algoritmo matematico
- con un successivo algoritmo, analizza i punteggi e li combina insieme per pervenire al giudizio finale
Esistono sistemi molto complessi che prendono in considerazione centinaia di indici e li valutano in maniera diversificata, a seconda del settore economico di appartenenza e delle dimensioni aziendali. Altri invece analizzano solo gli indici più importanti. Con l'avvento di Basilea 4 e delle nuove normative EBA (European Banking Authority), i criteri di valutazione si sono ulteriormente standardizzati a livello europeo, riducendo la discrezionalità dei singoli istituti e aumentando la comparabilità dei rating tra banche diverse.