Rating di legalità: il giudizio che premia sempre di più!

Il rating di legalità è il giudizio di correttezza dell'impresa determinante nei rapporti con la pubblica amministrazione, negli appalti pubblici, nonché per l'accesso ai benefici fiscali ed economici.

In attuazione dell'art. 5-ter del D.L. n. 1/2012, al fine di promuovere l'introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali, è stato conferito all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il compito di procedere alla regolamentazione e all'attribuzione alle imprese virtuose di un c.d. rating di legalità.

Il rating si sostanzia in un range di punteggio che va da una a tre stellette attribuito dall'AGCM sulla base di dichiarazioni rilasciate dall'impresa che verranno verificate tramite "controlli incrociati" con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.

Il procedimento da seguire e gli altri elementi essenziali dell'istituto sono disciplinati dall'AGCM con delibera del 14 novembre 2012, n. 24075, aggiornata con successive delibere tra cui la n. 26166 del 13 luglio 2016 e le successive modifiche regolamentari adottate dall'AGCM («Regolamento rating»). Si raccomanda di consultare sempre la versione vigente del Regolamento disponibile sul sito ufficiale dell'AGCM.

Il rating di legalità è indicato nelle visure camerali delle imprese iscritte al Registro Imprese, garantendo così maggiore trasparenza e visibilità sul mercato.

Vantaggi

I vantaggi competitivi ottenibili dalle società, una volta superate le verifiche, sono più opportunità di business, una maggior trasparenza e visibilità sul mercato, nonché una migliore "immagine" sul territorio di riferimento (grazie anche alla sezione dedicata sul sito AGCM ove figura l'elenco delle imprese iscritte).

In particolare, il rating di legalità è stato espressamente riconosciuto:

  • dalle pubbliche amministrazioni, che considerano sempre più le imprese "stellate" nell'emanazione di bandi o nella concessione di finanziamenti: preferenza in graduatoria; punteggio premiale aggiuntivo; riserva di una quota delle risorse finanziarie allocate; eccetera. È importante ricordare che, di solito, i bandi sono "a sportello" oppure a scadenza (60 giorni). Perciò, visto che i tempi per il rilascio del rating di legalità sono - in media - di 60 giorni, si corre il rischio di non riuscire ad ottenere l'importante premialità di punteggio;
  • dagli istituti di credito, che considerano il rating di legalità: riducendo la tempistica e gli oneri relativi per le richieste di finanziamento; variando la determinazione delle condizioni economiche di erogazione; eccetera;
  • dal nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023), che consente alle amministrazioni aggiudicatrici di inserire (nei bandi) il rating di legalità tra i criteri c.d. "premiali" applicabili in sede di valutazione delle offerte. Nell'ambito del sistema di qualificazione e reputazione delle imprese previsto dal nuovo Codice, il possesso del rating di legalità rilasciato dall'AGCM costituisce un elemento reputazionale rilevante anche ai fini del sistema gestito dall'ANAC.

Requisiti

Ai sensi del Regolamento rating vigente, potranno richiedere l'attribuzione del rating di legalità le imprese:

  • aventi sede operativa nel territorio nazionale;
  • che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell'esercizio chiuso l'anno precedente alla richiesta, risultante da un bilancio regolarmente approvato dall'organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge;
  • che, alla data di richiesta, siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni.

1 STELLETTA

Per ottenere il punteggio minimo di una "stelletta" l'impresa deve dichiarare:

  • che i soggetti rilevanti ai fini del rating di legalità (direttore tecnico, procuratori speciali, direttore generale, legale rappresentante, amministratori e soci) non sono destinatari di misure di prevenzione (personali e/o patrimoniali) e misure cautelari (personali e/o patrimoniali), sentenze/decreti penali di condanna, sentenze di patteggiamento per reati tributari ex D.Lgs. n. 74/2000, per reati ex D.Lgs. n. 231/2001, per i reati di cui agli artt. 346, 346-bis, 353, 353-bis, 354, 355, 356 e successive disposizioni applicabili.

Nota: Si raccomanda di verificare sempre i requisiti aggiornati direttamente sul sito dell'AGCM e di consultare un professionista qualificato, in quanto il Regolamento rating può essere soggetto ad aggiornamenti periodici.

Domande frequenti

Il rating di legalità è un giudizio di correttezza dell'impresa attribuito dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), espresso tramite un punteggio che va da una a tre stellette. Viene assegnato sulla base di dichiarazioni rilasciate dall'impresa, verificate attraverso controlli incrociati con i dati delle pubbliche amministrazioni. È stato istituito in attuazione dell'art. 5-ter del D.L. n. 1/2012 per promuovere principi etici nei comportamenti aziendali.
Per richiedere il rating di legalità, un'impresa deve avere sede operativa nel territorio nazionale e deve essere iscritta al Registro delle Imprese da almeno due anni alla data della richiesta. È inoltre necessario aver raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell'esercizio chiuso l'anno precedente, risultante da un bilancio regolarmente approvato e pubblicato.
Le imprese in possesso del rating di legalità godono di preferenze in graduatoria, punteggi premiali aggiuntivi e riserve di quote di risorse finanziarie nei bandi pubblici. Nell'ambito del Codice dei contratti pubblici, l'art. 83 comma 10 prevede il rating di legalità tra i criteri premiali valutabili dall'ANAC nel sistema di rating d'impresa. È importante richiedere il rating con anticipo, poiché il rilascio richiede mediamente 60 giorni, lo stesso tempo di apertura di molti bandi a sportello.
Gli istituti di credito riconoscono il rating di legalità riducendo le tempistiche e gli oneri burocratici per le richieste di finanziamento. Possono inoltre applicare condizioni economiche di erogazione più favorevoli alle imprese virtuose certificate dall'AGCM. Questo si traduce in un vantaggio competitivo concreto in termini di accesso al credito e costo del denaro.
Per ottenere una stelletta, l'impresa deve dichiarare che i soggetti rilevanti (legale rappresentante, amministratori, soci, direttore generale, procuratori speciali e direttore tecnico) non sono destinatari di misure di prevenzione personali o patrimoniali, né di misure cautelari. Non devono inoltre risultare sentenze o decreti penali di condanna, né sentenze di patteggiamento per reati tributari ai sensi del D.Lgs. n. 74/2000, per reati ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 o per specifici reati previsti dal codice penale.