startup innovativa: deroga alla disciplina societaria

Startup innovativa: deroga alla disciplina societaria

La startup innovativa beneficia di importanti deroghe alla disciplina ordinaria delle società, con molte opportunità per imprenditori e investitori.

Riduzione del capitale per le perdite

In caso di perdite del capitale sociale superiori a 1/3, la società deve entro l'esercizio successivo ripianare la perdita riducendo il capitale in proporzione alle perdite accertate. Nel caso in cui tali perdite siano tali da ridurre il capitale al di sotto del limite legale, occorre immediatamente ripianare la perdita o sciogliere la società.

Dette regole vengono attenuate per le startup innovative per le quali, in deroga al diritto societario ordinario, è previsto l'allungamento dei termini entro i quali la perdita va ripianata e l'allungamento dei termini per lo scioglimento della società.

Composizione e gestione della crisi da sovraindebitamento

Al fine di evitare e agevolare la gestione della crisi, consentendone il superamento in tempi rapidi, le startup innovative possono oggi avvalersi degli strumenti previsti dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, CCII), pienamente in vigore dal 15 luglio 2022, che ha abrogato la precedente Legge 3/2012.

Il CCII prevede, tra gli altri, i seguenti strumenti per le startup in difficoltà:

  • Composizione negoziata della crisi: procedura volontaria e riservata che consente all'imprenditore di trovare un accordo con i creditori con il supporto di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio.
  • Piano di ristrutturazione dei debiti: proposta di pagamento parziale dei debiti, fatta eccezione per quelli privilegiati che devono essere soddisfatti integralmente.
  • Liquidazione controllata: procedura che consente la liquidazione di tutti i beni della startup sotto la supervisione di un liquidatore giudiziale.

Il Fresh Start

Nei casi sopra descritti, qualora venga rispettato l'accordo con i creditori o completata la procedura liquidatoria, si ottiene la definitiva esdebitazione — ovvero la liberazione dai debiti residui non pagati — e si potrà procedere alla cancellazione della startup dal registro delle imprese. L'imprenditore potrà così costituire immediatamente una nuova società, senza i pesi del fallimento: è il cosiddetto Fresh Start.

L'obiettivo del legislatore è quello di contrarre i tempi della liquidazione giudiziale della startup in crisi, approntando procedure semplificate rispetto a quelle previste per le imprese ordinarie.

Strumenti di gestione delle quote: crowdfunding, stock option e work for equity

Anche per quanto riguarda la gestione delle quote sociali si riscontra una differenza rispetto alla disciplina generale per le SRL ordinarie. Le startup, infatti, possono determinare liberamente i diritti attribuiti ai singoli soci, sottoscrivere, acquistare o cedere quote di partecipazione, le quali possono anche essere oggetto di offerta al pubblico, anche attraverso piattaforme online di equity crowdfunding.

Nella pratica, la startup pubblica sulla piattaforma online il proprio progetto, l'indicazione della somma da raccogliere, il termine entro il quale dovranno arrivare le offerte e i compensi che verranno corrisposti ai potenziali investitori.

La disciplina del crowdfunding è oggi regolata a livello europeo dal Regolamento UE 2020/1503 (European Crowdfunding Service Providers – ECSP), direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, e a livello nazionale dal Regolamento Consob 22720/2023, che ha abrogato il precedente Regolamento 18592/2013 e che disciplina le modalità operative per i fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati.

Work for equity e stock option

Le startup possono inoltre assegnare quote o strumenti finanziari ai dipendenti, collaboratori o consulenti, attraverso gli istituti del work for equity e delle stock option. Lo statuto dovrà indicare le modalità e le condizioni di emissione di tali strumenti finanziari, nonché i diritti che conferiscono e le sanzioni in caso di inadempimento.

Questa disciplina, fatta di norme agevolative e di deroghe alla disciplina ordinaria in materia societaria, trova la propria giustificazione nella ratio di incentivare e rendere più snella la nascita e la crescita delle startup innovative in Italia.

Domande frequenti

Le startup innovative beneficiano di un allungamento dei termini ordinariamente previsti per il ripianamento delle perdite superiori a un terzo del capitale sociale. Analogamente, vengono estesi i termini entro cui procedere allo scioglimento della società nel caso in cui le perdite riducano il capitale al di sotto del limite legale, rispetto a quanto previsto dalla disciplina ordinaria delle SRL.
Il Fresh Start consente alle startup innovative che abbiano rispettato l'accordo con i creditori di ottenere la definitiva liberazione dai debiti non pagati e di procedere alla cancellazione dal registro delle imprese senza le conseguenze tipiche del fallimento. Questa procedura semplificata, introdotta dal D.L. 179/2012, permette all'imprenditore di costituire immediatamente una nuova società, liberandosi dal peso delle passività precedenti.
Le startup innovative possono offrire al pubblico le proprie quote di partecipazione anche tramite piattaforme online di equity crowdfunding, disciplinate dall'art. 26, comma 5, del D.L. 179/2012. Le regole operative sono contenute nel Regolamento Consob 18592/2013, che istituisce un registro dei gestori delle piattaforme autorizzate e definisce i requisiti informativi da rispettare durante la raccolta pubblica di capitali.
Le startup innovative possono assegnare quote o strumenti finanziari ai propri dipendenti, collaboratori e consulenti come forma di compenso o incentivo, attraverso gli istituti del work for equity e delle stock option. Lo statuto della startup deve indicare le modalità e le condizioni di emissione di tali strumenti, i diritti che conferiscono e le eventuali sanzioni in caso di inadempimento.
Le startup innovative non sono soggette alle procedure della legge fallimentare ordinaria, ma possono ricorrere alla disciplina sulla composizione della crisi da sovraindebitamento prevista dalla Legge 3/2012. In tale contesto, possono proporre ai creditori un accordo per il pagamento parziale dei debiti oppure richiedere la liquidazione di tutti i propri beni, con l'obiettivo di superare la crisi in tempi più rapidi e con procedure semplificate.