I big player dell’E-commerce: da Amazon ad Alibaba, come cambiano le strategie di investimento

I big player dell'E-commerce: da Amazon ad Alibaba, come cambiano le strategie di investimento

Il mercato e-commerce per le vendite al dettaglio ha vissuto una crescita straordinaria nell'ultimo decennio. Nel 2024 il suo valore globale ha superato i 6.000 miliardi di dollari, rappresentando oltre il 20% del totale delle vendite al dettaglio mondiali, con proiezioni che indicano un ulteriore incremento nei prossimi anni.

Cina e Stati Uniti continuano a dominare la classifica mondiale. La Cina mantiene la leadership globale grazie al gruppo Alibaba (Taobao, Alibaba.com, Tmall, Lazada e altri), affiancato da competitor interni come JD.com e Pinduoduo. Gli Stati Uniti si confermano al secondo posto, guidati da Amazon, che ha consolidato la propria posizione di leader assoluto a livello globale, e da player come Walmart e eBay.

L'area Asia-Pacifico rimane il più grande mercato e-commerce mondiale, con mercati emergenti come India, Indonesia e Vietnam che rappresentano le aree di crescita più dinamiche per i grandi investitori internazionali. Amazon ha completato la propria espansione in India e nel sud-est asiatico, mentre Alibaba ha rafforzato la presenza internazionale tramite le piattaforme AliExpress e Lazada.

Le strategie di investimento dei big player si sono evolute significativamente. Oltre all'espansione geografica, Amazon e Alibaba competono oggi su fronti quali l'intelligenza artificiale applicata all'e-commerce, la logistica di ultima generazione (inclusi droni e consegne automatizzate), il mercato pubblicitario digitale e i servizi cloud. Amazon Advertising è diventata la terza piattaforma pubblicitaria digitale al mondo, in diretta competizione con Google e Meta.

Il fenomeno del social commerce — l'acquisto diretto tramite piattaforme social come TikTok Shop, Instagram e Pinterest — ha ulteriormente ridisegnato il panorama competitivo, aprendo nuovi canali di vendita sia per i grandi brand che per i piccoli venditori.

Tale espansione non riguarda solo i big player dell'e-commerce, ma anche i grandi retailer multimarca o monomarca, molti dei quali hanno completato la transizione verso modelli omnicanale. La distinzione tra vendita online e offline si è progressivamente ridotta: strategie come il click-and-collect, il reso in negozio degli acquisti online e le esperienze phygital sono ormai consolidate nel settore retail.

L'e-commerce in Italia

In Italia la penetrazione di internet ha raggiunto livelli tra i più alti d'Europa, con oltre 46 milioni di utenti connessi. Lo smartphone è il dispositivo principale per l'accesso alla rete e per gli acquisti online, con una quota di utenti mobile che supera stabilmente quella desktop.

Il mercato e-commerce B2C in Italia ha superato i 54 miliardi di euro nel 2024, con una crescita costante anno su anno. I settori trainanti sono turismo, elettronica, moda e, sempre più, grocery e alimentare — un comparto che ha visto un'accelerazione significativa a partire dalla pandemia del 2020 e che continua a crescere grazie alla diffusione dei servizi di quick commerce e delivery.

Settori tradizionalmente meno sviluppati online, come casa e arredamento e prodotti freschi, hanno registrato tassi di crescita superiori alla media, riducendo il gap con i mercati più maturi. La sfida per le imprese italiane rimane quella di investire in infrastrutture logistiche, user experience e strategie di internazionalizzazione per competere in un mercato sempre più dominato dai grandi operatori globali.

Domande frequenti

I principali big player dell'e-commerce mondiale sono Amazon e eBay per gli Stati Uniti, e il gruppo Alibaba (con piattaforme come Taobao, Alibaba.com e Tmall) per la Cina. La Cina domina il mercato globale con il 46% della quota, mentre gli Stati Uniti si classificano al secondo posto con una crescita significativa anno su anno.
Amazon e Alibaba stanno investendo miliardi di dollari per espandersi in nuovi mercati geografici, con Amazon che punta in particolare all'India (con circa 5 miliardi di dollari investiti), all'Australia e al sud-est asiatico. Oltre all'espansione geografica, entrambi i giganti stanno spostando la propria competitività verso il mercato pubblicitario, entrando in competizione con colossi tech come Facebook e Google.
Alcuni brand tentano di rafforzare la propria presenza fisica sul territorio come elemento distintivo rispetto ad Amazon, mentre altri adottano strategie ibride come il 'pickup discount', che offre sconti ai clienti che scelgono di ritirare l'ordine online direttamente in negozio. Nonostante questi sforzi, il dominio dei grandi player globali dell'e-commerce appare sempre più difficile da contrastare.
In Italia il mercato e-commerce B2C ha generato un fatturato di 31,7 miliardi di euro nel 2016, con una crescita complessiva del 10% rispetto all'anno precedente. La crescita, pur rimanendo a due cifre, risulta inferiore rispetto al 2015 a causa della scarsa offerta in settori come moda, alimentari e arredamento, e della quasi saturazione nei settori più maturi come turismo e assicurazioni.
In Italia circa 36,4 milioni di individui (il 75,8% della popolazione tra 11 e 74 anni) utilizza lo smartphone per navigare in rete, superando per la prima volta l'accesso da desktop. L'accesso tramite smartphone è cresciuto dell'11,5% rispetto al 2015, rendendo il mobile un canale sempre più centrale anche per gli acquisti online.